Pescara, 3 novembre 2016 – La Guardia di Finanza di Pescara ha smantellato un’organizzazione, composta da rom e albanesi, specializzata nel traffico e spaccio di cocaina ed eroina, molto attiva a Pescara, e nelle vicine localita’ turistiche del litorale teramano e sambenedettese. Sette le persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, su richiesta del pm Gennaro Varone. I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Francesco Mora, e quello della Compagnia di Pescara, capitano Sara Venturoni. In manette a Pescara sono finiti due rom, Sante Morelli, detto ‘Paccotto’, 57 anni, e Rosa Bevilacqua, 54, marito e moglie, entrambi pescaresi. Gli albanesi, invece, sono Vilson Pepa, 32 anni, Ermal Beqiraj 32 anni, e suo fratello Erjon 28 anni; sono stati arrestati nel Teramano e nella zona di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Altri due albanesi sono al momento latitanti. Il giro d’affari mensile dell’organizzazione raggiungeva i 100 mila euro: ogni mese venivano smerciati 2-3 chilogrammi di droghe pesanti e oltre 5 chilogrammi di marijuana. Il gruppo si riforniva di droga proveniente da Albania, Germania e Olanda. L’organizzazione era talmente “spregiudicata e aggressiva” che a quasi tutti gli affiliati e’ stata contestata la recidiva specifica e reiterata. Le misure cautelari eseguite oggi si aggiungono ad altri sette arresti gia’ effettuati nel corso delle indagini, che hanno portato complessivamente a 36 denunce. Le indagini hanno preso il via da un sequestro di droga avvenuto a Pescara a settembre del 2014. L’indagine e’ poi proseguita anche attraverso le intercettazioni telefoniche (150 utenze monitorate in un anno e 10 mila ore di conversazioni ascoltate) e le localizzazioni satellitari di 20 veicoli a disposizione del gruppo. I soldi venivano inviati in Albania, nascosti all’interno dei bagagli a bordo delle autolinee che effettuano collegamenti con l’Italia, probabilmente con la connivenza di qualche autista. Mora e Venturoni, hanno parlato di “una sorta di patto criminale tra i rom e gli albanesi”. I rom gestivano la rete dello spaccio e gli albanesi si occupavano del rifornimento di droga, con approvvigionamenti all’estero. I due hanno evidenziato anche “il ruolo delle donne”. Bevilacqua, quando il marito era in carcere – nel 2015 fu arrestato per il tentato assalto della cassa del mercato ittico di Pescara – avrebbe continuato a gestire la rete dello spaccio.
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