Blocco di 45 giorni.
In vigore il fermo pesca per le imbarcazioni a strascico,
lungo tutto il tratto di mare Adriatico compreso tra San Benedetto del Tronto e Bari, anche quest’anno il provvedimento è stato accompagnato da malumori e polemiche.
Il blocco di 45 giorni consecutivi interessa decine di flotte abruzzesi, da Pescara a Vasto, da Ortona a
Giulianova,
nell’obiettivo di “far riposare il mare” e tutelare le risorse ittiche.
Gli operatori del settore contestano invece un provvedimento imposto senza consultazione, ritenuto inefficace dal punto di vista biologico e con gravi ripercussioni economiche.
Un duro colpo nel bel mezzo della stagione estiva per le marinerie coinvolte, alle prese con il costo dei carburanti alle stelle, flotte obsolete, pressione fiscale.
Il pesce fresco è tuttavia garantito,
con i grossisti abruzzesi che si approvvigionano nei mercati soprattutto pugliesi e del Tirreno nel classico rincaro. In difficoltà anche il settore ricettivo nel momento più importante dell’anno: da anni si chiede di spostare il fermo biologico di qualche settimana
per servire pesce fresco locale e di qualità.
Nel mezzo di agosto la domanda è maggiore, col prodotto locale che potrebbe trovare condizioni di mercato più favorevoli.
La piccola marineria con le reti da posta non è compresa nel provvedimento e, dunque, può andar per mare senza problemi, ma il pescato è poco e solitamente viene venduto a chilometro zero, anche in spiaggia.
I pescherecci restano dunque in porto,
nell’attesa di ritrovare a settembre quantità importanti e un timido sospiro di sollievo ad un settore in grande crisi.
