Le dichiarazioni dei due legali.
Intervengono ai microfoni di Tgmax gli avvocati Alessandro Zaottini, del foro di Roma, e Rosario Di Giacomo, del foro di Vasto, legali del diciottenne fossacesiano M.M. indagato per lesioni gravi a seguito del violentissimo episodio avvenuto la notte di domenica 9 agosto, sul lungomare di Fossacesia.
Il ragazzo è stato denunciato per aver sferrato il pugno che ha ridotto in fin di vita Diomede Barchiesi, operaio Stellantis cinquantenne, originario di Altino e attualmente ricoverato in coma nell’ospedale Pescara.
In un momento di estrema tensione, la difesa ha voluto innanzitutto esprimere il profondo stato di shock e di costernazione del proprio assistito e dei suoi familiari.
«È una tragedia – dicono i legali – che ha segnato profondamente due famiglie».
Gli avvocati, inoltre, tengono a precisare alcuni aspetti che circolano sulla stampa in queste ore,
volendo smentire fermamente l’immagine di un giovane violento.
In particolare, Zaottini e Di Giacomo hanno categoricamente escluso che il diciottenne pratichi arti marziali miste, una ricostruzione che ha alimentato il dibattito pubblico ma che, secondo la difesa, non risponde al vero.
Mentre proseguono le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Ortona e della stazione di Fossacesia, coordinate dalla Procura di Lanciano, la priorità dei difensori resta
il rispetto per Barchiesi sottoposto alle cure mediche,
in attesa che l’attività investigativa faccia piena luce sulla dinamica della nottata.
«Siamo sicuri che gli inquirenti stanno lavorando per una puntuale ricostruzione dei fatti».
