Roma, 9 aprile 2015 – Il progetto Ombrina Mare 2 (un programma di sviluppo di idrocarburi, liquidi e gassosi, della Medoilgas) “non sembra rientrare nelle previsioni di divieto” contenute nel decreto legislativo 152 del 2006, “che prevede una distanza minima di 12 miglia nautiche dai parchi costieri per le cosiddette ‘trivellazioni a mare’, relativamente ai procedimenti concessori avviati successivamente alla entrata in vigore della norma che ha introdotto lo stesso divieto come nel caso, appunto, di Ombrina Mare 2”. Lo ha spiegato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al question time, rispondendo all’on. Fabrizio di Stefano (Forza Italia), precisando che “per un’adeguata e più esaustiva valutazione della questione, tuttavia, molto potrebbe dipendere proprio dai tempi di istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina, con la contemporanea individuazione della sua perimetrazione, ad oggi non ancora definita“.
Sempre al question time, il minsitro Galletti ha precisato che la nomina di Giuseppe De Dominicis, avvenuta il 17 ottobre scorso, a commissario del Parco Nazionale della Costa Teatina, è stata fatta con dPCM del 4 agosto 2014, ritenendola “persona in possesso di capacità adeguate alle funzioni da svolgere, per titoli professionali e specifiche esperienze maturate”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente al question time, precisando che per quanto riguarda il compenso, “è previsto che sia determinato con successivo dPCM adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze. Attualmente lo schema di decreto, che fissa il compenso in 33.300 euro lordi annui, è all’esame del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’acquisizione della firma del Ministro”. Galletti ha ricordato che l’istituzione del Parco era stata prevista dalla legge 97 del 2001 e che “non riuscendo ad ottenere l’intesa tra le amministrazioni interessate per l’istituzione del parco, con una disposizione normativa contenuta nel decreto 225 del 2010 si era previsto che, superato il termine del 30 settembre 2011, poi più volte prorogato, venisse nominato un Commissario ad acta con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri”. L’incarico, della durata di un anno a decorrere dalla nomina, “è finalizzato – ha spiegato Galletti – alla predisposizione e attuazione di ogni intervento necessario per l’istituzione del Parco Nazionale, attraverso la delimitazione provvisoria di esso sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici disponibili, in particolare presso i servizi tecnici nazionali e le amministrazioni dello Stato nonché le Regioni”.
“Scoperto il grande bluff” è il commento dell’on. Di Stefano (Fi), il quale in un comunicato stampa dichiara che “Il Parco della Costa Teatina, qualora fosse realizzato, non bloccherebbe in alcun modo Ombrina mare o insediamenti ad esso similari. A dirlo chiaramente è stato il Ministro Galletti rispondendo oggi al mio question time. La grande menzogna del Pd abruzzese, il quale garantiva che l’insediamento del Parco sarebbe stato elemento ostativo per queste prospezioni idrocarburiche, è stata oggi definitivamente smentita e sbugiardata” prosegue l’on. Di Stefano. “Sugli altri quesiti posti il Ministro non è stato altrettanto chiaro: non ha chiarito le ragioni curriculari della scelta di colui che mentre era presidente della Provincia di Pescara non si accorgeva del disastro ecologico di Bussi. Il Ministro ha poi omesso di chiarire gli strumenti e le strutture di supporto con cui il Commissario dovrebbe lavorare per espletare il suo mandato, evidentemente perché questi strumenti non sono stati forniti” sottolinea l’on. Di Stefano. “Ancora una volta il Pd abruzzese cerca di coprire con le menzogne e le nobili finalità i veri scopi della propria azione, fare il Parco significa creare nuove poltrone e governare il territorio sulla testa dei sindaci e delle popolazioni amministrate. Non certo fare quello che prometteva tempo fa l’allora Sottosegretario Legnini, ossia ‘l’istituzione del Parco può essere uno strumento per fermare Ombrina’. Per queste ragioni – conclude l’on. Di Stefano nella nota – siamo ancora più convinti dell’inutilità di questo Parco e della necessità di moltiplicare gli sforzi in ogni sede e le mobilitazioni popolari, veri strumenti per bloccare Ombrina, così come avvenne per il Centro Oli di Ortona”.
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