A Verona, i padiglioni del 58° Vinitaly, dove il vino abruzzese si misura con i mercati internazionali, fanno da cornice alla presentazione della 64ª edizione della Fiera nazionale dell’Agricoltura di Lanciano.
Un segnale preciso: agricoltura e vitivinicoltura non sono più mondi paralleli,
e la presenza del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo tra gli espositori della manifestazione — per la prima volta — lo conferma nei fatti.
All’incontro hanno preso parte la presidente di Lancianofiera Ombretta Mercurio, il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente, il presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi e il consigliere di amministrazione di Lancianofiera Bruno De Felice.
“Fare in modo che ogni visitatore riconosca in questa fiera il luogo dove la terra incontra il domani”: con queste parole Mercurio ha sintetizzato il tema scelto per l’edizione 2026, confermando la vocazione della manifestazione a fare da ponte tra tradizione agricola e innovazione.
Tre giorni di appuntamenti su 30.000 metri quadrati espositivi, con più di 500 referenze e aziende provenienti da Abruzzo, Marche, Lazio, Puglia, Campania, Veneto e Trentino-Alto Adige.
Tra le novità, la partecipazione per la prima volta in una fiera italiana di settore della più grande casa d’aste internazionale di macchinari agricoli, fondata in Canada nel 1958.
In calendario convegni, workshop e panel su transizione ecologica, digitalizzazione, robotica e droni.
Spazio anche alle nuove generazioni, con i laboratori curati dagli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario ‘Cosimo Ridolfi’ di Scerni, mentre Eco.Lan Spa donerà a ogni espositore un kit con semi e terriccio da frazione organica:
un gesto simbolico, ma concreto, nel segno dell’economia circolare.
