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Incidente mortale ad Atessa: strada pericolosa, sopralluogo dell’Arap

Maggio 27
20:44 2022

La notizia



Manifesto Funebre di Donatella Salvatore.

Giornata di lutto sabato 28 maggio a Civitaluparella (Chieti), quando alle 10.30 verranno celebrati i funerali di Donatella Salvatore, 57enne vittima dell’incidente stradale avvenuto ieri mattina nella zona industriale di Atessa.

Forse uno stop mancato, forse una distrazione, forse la velocità sostenuta della Range Rover Evoque che sopraggiungeva su via Italia e che ha preso in pieno la Dacia Sandero della donna, proveniente da via Genova. Ipotesi al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Atessa, che hanno cercato di raccogliere tutti gli elementi utili alla ricostruzione del sinistro e, quindi, rimesso gli atti alla procura di Lanciano.

Non ci sono testimoni né immagini di videosorveglianza a certificare la dinamica dello scontro, che è stato latero-frontale. Saranno verosimilmente le perizie a indicare eventuali colpe o cause. 

L’impatto è stato violento: non ci sono segni di frenata sull’asfalto ma solo di “scarrocciamento” post urto tra le due autovetture.

Il suv ha investito in pieno la fiancata dell’utilitaria, soprattutto il lato conducente della Salvatore. La figlia Francesca S., 36enne, era seduta dietro la madre: ha riportato politraumi ed è stata sottoposta a intervento chirurgico all’ospedale di Pescara. La prognosi è riservata.

Ricoverati anche il marito della vittima, Antonio S. 60enne, che viaggiava sul lato passeggero, per lui 60 giorni di prognosi mentre per l’imprenditore 51enne M.S. di Altino, che guidava la Evoque, la prognosi è di 30 giorni. I due uomini sono entrambi ricoverati al Policlinico “SS. Annunziata” di Chieti.

Atessa (Chieti): via Italia, l’arteria della zona industriale che ha limite di velocità di 50 km/h e su cui viaggiava l’imprenditore altinese con il suv Range Rover Evoque.

L’ipotesi di reato, al vaglio del pm, va dal meno grave omicidio colposo al più grave omicidio stradale, come pure le lesioni, personali o stradali.

E’ un rettilineo pericoloso quello di via Italia, infrastruttura di proprietà dell’Agenzia regionale per le attività produttive Arap (ex consorzio industriale): il limite di 50 Km/h non è sufficiente come deterrente affinché non avvengano più incidenti come quello tragico di venerdì mattina; d’altronde, su via Genova, c’è il segnale di stop. 

Sul posto si sono recati i funzionari dell’ente regionale per un sopralluogo. 

Atessa (Chieti): la segnaletica verticale in via Genova, da dove proveniva la Dacia Sandero della vittima.