[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=M6xfFtuc2YQ[/youtube]Lanciano, 3 maggio 2016 – La Regione verde d’Europa smantella l’organo di tutela e controllo dell’ambiente, la polizia provinciale. Fiumi puliti, depuratori funzionanti, mare balneabile: fino ad oggi sono stati gli agenti delle polizie provinciali a controllare la regolarità degli scarichi, a lavorare sul territorio spesso come braccio operativo delle procure locali; tra i casi più recenti: l’inchiesta sui depuratori della Sasi di Lanciano, le fosse Imhoff non funzionanti e i casi di salmonella sulla costa dei trabocchi, lo scandalo dei rifiuti pericolosi dell’Eni trasportati dalla Basilicata a Chieti scalo, con le dimissioni del ministro allo Sviluppo economico Guidi. Insomma, un corpo che funziona, che svolge anche il servizio di contenimento delle specie che causano danni all’agricoltura, con l’abbattimento dei cinghiali, l’Abruzzo di D’Alfonso non lo vuole.
A denunciare la situazione sono gli agenti delle Province di Chieti e L’Aquila, che assieme ai colleghi delle altre province hanno diffidato la Regione Abruzzo a rispettare gli accordi presi all’unanimità all’osservatorio regionale del 13 aprile scorso, a Pescara. Con la riforma Delrio e la conseguente riorganizzazione delle Province, il corpo delle polizie provinciali sarebbe passato alle Regioni: la Puglia di Emiliano è stata la prima, addirittura con l’istituzione della sezione regionale di vigilanza, poi la Campania e via via tutte le altre. L’Abruzzo è ancora al palo, nonostante la legge regionale di riferimento dell’ottobre 2015, numero 32. “L’Abruzzo avrebbe potuto essere la prima regione e di esempio per le altre”, dicono amareggiati al Tgmax gli ispettori superiori Vincenzo Mastrangioli dell’Aquila e Franco Di Gregorio di Chieti, invece entro il 17 maggio prossimo i 54 agenti ancora in servizio dovranno decidere per il trasferimento o alle polizie municipali o ai tribunali locali oppure al corpo di polizia locale di Roma Capitale. “E’ uno spreco di risorse, competenze e professionalità acquisite in trent’anni di servizio” lamentano gli agenti che proprio non ne vogliono sapere di ritrovarsi dietro una scrivania a compilare carte, dopo la specializzazione in zoologia e i corsi di formazione dalla telenarcosi al dna dell’orso marsicano. L’Abruzzo dei tre parchi nazionali, delle aree sic, delle riserve regionali, ma anche dei problemi causati all’agricoltura dalla fauna selvatica che va contenuta si ritroverà a breve senza gli operatori specializzati del settore. E nel frattempo il corpo della Forestale è stato assorbito dall’Arma dei Carabinieri.
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