Consegnato il XXVI Frentano d’oro a Fabio Luciani, fisico immunologo in Australia.
“Nel lavoro conta la passione che ci metti”.
Cerimonia gremita, sabato 5 luglio scorso, al Polo museale “Santo Spirito” di Lanciano per la consegna del XXVI Frentano d’oro a Fabio Luciani, 51 anni, fisico immunologo lancianese, docente universitario in Australia.
Trent’anni fa capì che l’interdisciplinarità nella ricerca scientifica sarebbe stata la strada giusta, e Fabio Luciani l’ha percorsa fino a diventare fisico e immunologo, studiando contemporaneamente le materie che lo affascinavano e che lo hanno portato fino in Australia, dove oggi insegna alla prestigiosa UNSW, a Sidney.
La University of New South Wales, Australia, si classifica al 20° posto nel mondo nella QS World University Rankings 2026, a dimostrazione – si legge sul sito dell’Ateneo – dell’eccellenza nella ricerca, nell’insegnamento e dell’impatto positivo sulla società, mentre ci impegniamo per il progresso di tutti.
Lanciano non dimentica quei figli che portano in alto il nome della città d’origine, e lo dimostra al Polo museale nella cerimonia di conferimento del XXVI Frentano d’oro.
Famiglia, amici, ex compagni di scuola ed ex insegnanti del liceo scientifico “Galilei”, tutti ad applaudire un ragazzo partito dagli orti di Sant’Egidio e arrivato agli antipodi del suo Paese.
La cerimonia, condotta come da tradizione da Mario Giancristofaro, decano dei giornalisti abruzzesi e storico coordinatore del Premio, ha visto l’intervento di Giorgio Turchetti, docente emerito di Fisica dell’Università di Bologna nonché relatore della tesi di Luciani:
una tesi innovativa per i primi anni del Duemila, che prevedeva di sviluppare un modello matematico del sistema immunitario unendo fisica teorica, matematica e biologia.
Dopo l’università, la brillante carriera di Luciani è stata sempre orientata all’interdisciplinarità, che gli ha consentito nel tempo di incrociare competenze diverse, come l’immunologia, la virologia, la genomica fino all’intelligenza artificiale, in nome della ricerca nell’ambito delle malattie autoimmuni e del cancro, con esiti fruttuosi e addirittura insperati.
