Convince il nuovo scenario del Parco delle rose per la XLIII rievocazione storica del Mastrogiurato.
Nuovo capitolo nella storia del Mastrogiurato, che ha celebrato la
XLIII edizione in una cornice inedita: il Parco delle Rose di Lanciano.
L’evento, trasmesso in diretta da Telemax e durato circa tre ore e mezza, ha richiamato un pubblico numeroso che ha assistito alla rievocazione con grande partecipazione.
Il nuovo direttivo dell’associazione culturale che organizza la manifestazione, presieduto da Carlo Ciccocioppo, ha preso una decisione coraggiosa e innovativa, abbandonando la storica piazza Plebiscito per uno scenario più sicuro e funzionale.
La scelta del Parco delle Rose, antica Piana delle Fiere medievali, non è casuale: sebbene già considerata in passato,
è diventata una necessità in seguito ai consistenti tagli di fondi regionali.
L’organizzazione ha saputo fare di necessità virtù, trasformando un vincolo economico in opportunità per una nuova partenza.
Nonostante la rinuncia al villaggio medievale, la manifestazione ha mantenuto intatto il suo fascino:
nella cavea spazio per gli spettacoli e oltre 500 figuranti,
con le gradinate del Parco delle Rose che hanno permesso al pubblico di godere appieno di ogni momento della cerimonia.
La bellezza e sontuosità dei costumi storici non è passata inosservata: un prezioso patrimonio, frutto di manifattura artigianale locale e accumulato nel corso degli anni dalle associazioni culturali. Indossati dai figuranti del Mastrogiurato di Lanciano e dalle delegazioni ospiti provenienti da Chieti, L’Aquila, Ortona, Tollo, Bucchianico e Visegrad (Ungheria), questi abiti hanno contribuito in modo determinante a ricreare una vivida e suggestiva atmosfera medievale.
Il suono dei tamburi e il volteggio degli sbandieratori hanno preparato il momento culminante:
l’investitura del XLIII Magistrato delle fiere, il dottor Antonello Nuzzo, già primario di Oncologia Medica all’ospedale “Renzetti”.
Le chiarine del Mastrogiurato hanno suggellato il solenne giuramento, pronunciato in latino, un rito antico che ogni anno rinnova il legame profondo tra Lanciano e le sue radici storiche.
L’edizione di quest’anno non è stata solo una celebrazione del passato, ma anche un simbolo di resilienza e capacità di adattamento, dimostrando come la tradizione possa evolvere e trovare nuove forme per continuare a vivere.
