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Lanciano: investì due pedoni con l’auto impazzita, Emanuele Travaglini resta in carcere

Settembre 15
20:43 2022

L’intervista



Pericolo di reiterazione del reato e pericolosità sociale: così il gip ha convalidato l’arresto per Emanuele Travaglini, 28enne con la famiglia originaria di Casoli (Chieti), che martedì 13 settembre investì due passanti a bordo dell’auto impazzita sul corso pedonale di Lanciano.

Il giovane resta in carcere a Villa Stanazzo, dove durante l’udienza di convalida lo ha assistito il suo avvocato di fiducia Alessandro Di Martino.

“Chiede perdono a tutti, ai feriti e ai loro famigliari”, dice il difensore al Tgmax, che precisa “Non ha puntato le persone per investirle, credeva di aver sbattuto contro i tavolini dei bar”.

Emanuele si descrive come un giovane “strano, taciturno, a cui piace stare da solo”.

Genitori separati, da un paio di anni Travaglini ha lasciato la casa materna a Pescara e si è trasferito dal padre in località Guarenna di Casoli, una piccola comunità della valle Aventino.

“Neanche lui sa spiegarsi perché quel mattino, uscito di casa con la vecchia Fiat Punto paterna, sia giunto a Lanciano e abbia imboccato corso Trento e Trieste” nel tratto pedonale.

“Sentivo delle voci ed ero abbagliato da una luce che mi impediva di vedere”, ha dichiarato in carcere. “Alla fine l’ansia è diminuita e mi sono fermato, perciò ho chiamato i carabinieri. Avevo paura di aver fatto del male a qualcuno e di tornare indietro e vedere cosa avessi combinato. Chiedo scusa a tutti. Non mi era mai successo prima”.

Scavando nel passato, il gip ha evidenziato l’episodio di marzo 2021, quando Emanuele, accompagnato dal padre, venne ricoverato in ambulanza al pronto soccorso del “Renzetti”: qui i medici gli prescrissero una serie di visite al Centro di igiene mentale, ma lui non ci sarebbe mai andato.

Anni prima, il 28enne era stato in terapia da uno psicologo, a Pescara. A Guarenna “si sentiva perseguitato dai mafiosi”, riferisce ancora al suo avvocato. “Adesso vuole curarsi”.

In carcere il medico lo ha già visitato, seguiranno altri accertamenti nell’ambito della sorveglianza sanitaria. L’avv. Di Martino ha chiesto la perizia psichiatrica.