I pasti arrivano da Chieti.
Ispezione a sorpresa dei Carabinieri del NAS nell’impianto di cottura gestito da Dussmann, all’ospedale”Renzetti” di Lanciano.
La ASL corre ai ripari, ma i dubbi sulla qualità del servizio non si placano.
I fornelli dell’ospedale di Lanciano sono spenti. Non per scelta, ma per ordine.
Un’ispezione dei Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni ha messo sotto sequestro funzionale il centro cottura dell’ospedale frentano, gestito dalla società Dussmann,
rilevando non conformità igienico-sanitarie su superfici e attrezzature.
Per i prossimi quattro o cinque giorni, i degenti riceveranno pasti preparati a Chieti e trasportati con contenitori termici.
La stessa situazione riguarda l’ospedale di Vasto.
Due presidi ospedalieri, centinaia di pazienti, e una sola cucina operativa.
La ASL Lanciano Vasto Chieti tenta di spegnere le polemiche:
«Nessun disagio per i pazienti»,
assicura la Direzione aziendale. Il Direttore generale Mauro Palmieri ha convocato d’urgenza i responsabili di Dussmann, chiedendo interventi rapidi per ripristinare l’operatività.
La società ha fornito rassicurazioni, ma i fatti recenti raccontano un’altra storia.
Non è la prima volta.
A metà febbraio scorso, un padre aveva alzato la voce denunciando pubblicamente la scarsa qualità del cibo servito al figlio ricoverato a Vasto. Quella segnalazione aveva già innescato un’ispezione interna e un confronto con la ditta appaltatrice. Evidentemente, non abbastanza.
La ASL si riserva ora eventuali azioni nei confronti di Dussmann.

