Settanta bambini apriranno la processione solenne del venerdì santo.
A Lanciano la Settimana Santa non è soltanto un insieme di riti, ma il cuore pulsante di una tradizione secolare che unisce l’intera comunità in un abbraccio di fede.
L’Arciconfraternita della “Morte e Orazione”, sotto la protezione di San Filippo Neri, ha presentato il programma per il 2026:
un percorso che rinnova una storia lunga oltre quattro secoli.
Le celebrazioni si apriranno il 29 marzo, Domenica delle Palme, nella chiesa di Santa Chiara, sede del sodalizio. Un momento di profonda partecipazione sarà il rito di vestizione e professione, che quest’anno vedrà l’ingresso di 15 novizi, quattro donne e 11 uomini,
linfa vitale per la continuità dell’Arciconfraternita.
Il programma musicale prevede per lunedì 30 marzo il Requiem K626 di Mozart nella Cattedrale della Madonna del Ponte, con un concerto a lume di candela. Mercoledì 1° aprile risuoneranno le note del Miserere dell’autore lancianese, Francesco Masciangelo. Il clima si farà poi solenne con i riti del Giovedì Santo: l’esposizione dei Repositori con il rito detto “dei sepolcri” e la suggestiva processione degli Incappucciati che, a tarda sera, attraverserà le vie cittadine nel silenzio più assoluto e al solo chiarore delle torce portate dai confratelli a volto coperto.
Venerdì 3 aprile sarà il culmine delle celebrazioni. La giornata si aprirà con le note della Banda “Fedele Fenaroli” al mattino e proseguirà a mezzogiorno con l’esercizio devoto delle consorelle per la Madonna Addolorata, all’ingresso della chiesa di Santa Chiara. Alle 19.00, la solenne processione del Cristo Morto vedrà la partecipazione a inizio corteo di 70 bambini,
un segno potente di una tradizione che si tramanda alle nuove generazioni.
L’evento si conferma un’occasione unica di riflessione e condivisione per l’intera città di Lanciano e per i numerosi visitatori.
