I Carabinieri stanno ricostruendo la vicenda, per chiarire la dinamica.
Sottrae l’auto al fratello e cerca di fuggire con altri tre uomini a bordo,
ma il titolare del Range Rover si getta sul cofano nel tentativo di fermarlo.
Non ci riesce, succede un parapiglia, e l’auto si dilegua lasciando a terra due uomini feriti.
Questa l’ipotesi più accreditata per la ricostruzione di quanto accaduto ieri in piazza D’Amico, a Lanciano.
“Pomeriggio da far west”, hanno commentato alcuni testimoni.
Protagonista una famiglia macedone, con padre e figlio aggrediti e malmenati, mentre l’altro figlio fugge con l’auto sottratta e tuttora ricercata dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Lanciano.
I militari stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’episodio che ha scatenato il terrore tra le famiglie al Luna park con i bambini.
Qualcuno avrebbe udito anche uno sparo di arma da fuoco.
Prima di darsi alla fuga, il conducente del Range Rover ha compiuto
“cinque giri attorno alla rotatoria“,
con il fratello aggrappato al cofano nel disperato tentativo di fermarlo.
Lo ha detto oggi al Tgmax lo stesso protagonista, raccontando frammenti della storia.
La corsa si è conclusa con lo schianto dell’auto, l’impatto ha sbalzato a terra l’uomo.
A quel punto, la situazione è degenerata.
I quattro occupanti del Range Rover (gli altri tre sarebbero rom di Lanciano), sono scesi e hanno aggredito non solo il fratello che si trovava sul cofano ma anche il padre dei due, un uomo di 60 anni sopraggiunto nel frattempo.
“Siamo macedoni, io e mio padre siamo persone perbene”,
ha proseguito il figlio al Tgmax. “Lavoriamo e facciamo gli operai in una fabbrica di San Salvo, non abbiamo niente a che vedere con le giostre”.
I due sono stati malmenati.
“Mio padre ha 60 anni, ha lavorato una vita intera”,
ha detto ancora il figlio, che ha soccorso il genitore a terra sull’asfalto, con il viso sporco di sangue per le percosse subite. I due sono arrivati a Lanciano da Vasto, dove risiedono.
L’episodio ha scatenato il panico tra i presenti.
I testimoni raccontano di attimi di forte tensione, con i genitori che hanno fermato le giostre per mettere al sicuro i propri figli.
Le urla e la concitazione hanno fatto temere il peggio a molti.
Dopo l’aggressione, il Range Rover di colore bianco si è dileguato velocemente imboccando via del Torrione, e facendo perdere le proprie tracce.
Il comunicato stampa del Comitato Feste di settembre
Stigmatizziamo con forza ciò che è accaduto ieri in piazza D’Amico, a pochi passi dal luna park dedicato ai più piccoli e nello stesso tempo siamo felici che non siano stati coinvolti in alcun modo famiglie e bambini.
Teniamo però a precisare che, secondo le prime ricostruzioni, il luogo dell’accaduto sia stato uno mero caso in quanto i giostrai non sono coinvolti nel grave episodio su cui indagano ancora i Carabinieri prontamente intervenuti ieri sul posto.
Accogliamo e facciamo nostre le parole del sindaco Filippo Paolini sulla gravità dell’accaduto e altresì comprendiamo la sua preoccupazione e la volontà di chiudere il luna park qualora si verificassero ancora situazioni simili per tutelare l’incolumità dei cittadini tutti, soprattutto dei più piccoli.
Vogliamo però tranquillizzare le famiglie ribadendo ancora una volta l’estraneità dei giostrai ed assicurando maggior controlli e sicurezza affinché le Feste siano solo un momento di svago e non di paura.

