Dopo l’episodio di ieri pomeriggio, che ha visto un vecchio palo in ferro cadere su un’auto in transito, in via Masciangelo, a Lanciano (Chieti), oggi l’amministrazione comunale ha fatto eseguire un sopralluogo tecnico della ditta concessionaria ex Ceie Power, di Guardiagrele.
Sono otto i pali rimossi finora dagli addetti, come riferisce al Tgmax l’assessore Tonia Paolucci.
“Erano corrosi, quindi sono stati sostituiti con dei fari provvisori”.
Nel dettaglio, quattro fari sono stati sistemati lungo via Masciangelo, per non lasciare al buio la strada. Di questi, in particolare, uno illumina l’Ecoparco Ecolan, un secondo è dedicato al pala Masciangelo e un terzo alla scuola D’Annunzio.
La polemica in città
La questione accende il dibattito in città. Da una parte il sindaco, Filippo Paolini, che, dopo la protesta della minoranza a Sant’Amato, rimasta al buio da mesi, oggi accusa l’allora amministrazione comunale Pupillo di aver fatto “una operazione totalmente sbagliata”, dice in un video pubblico, “sono stati cambiati solo i corpi illuminanti”. “Ieri la tragedia è stata sfiorata”, prosegue il primo cittadino, “ma è accaduto non tanto per il vento quanto perché la maggior parte dei pali sono stati lasciati quelli vecchi di decine e decine di anni fa”.
Pronta la replica di Progetto Lanciano, che nel 2017 promosse la “rivoluzione luminosa” con l’illuminazione a LED. “Tutt’altro che una iniziativa sbagliata”, dice il segretario cittadino Carlo Orecchioni. “Sono stati installati ben 6000 punti luce e la città è stata finalmente ben illuminata e a norma, evitando la dispersione della luce che illuminava le abitazioni e non le strade e i marciapiedi”.
Anche 150 pali furono sostituiti, “perché in cattive condizioni mentre gli altri sono stati tecnicamente ritenuti idonei. Nel 2020 è nel 2021 abbiamo sostituito altri pali e messi alcuni nuovi punti luce in zone meno coperte”, prosegue l’ex assessore al Bilancio Orecchioni. “E comunque”, incalza Orecchioni, “vorremmo sapere quali interventi su questo argomento avete fatto. A noi risulta zero: tradotto? Nemmeno uno”.
