Centinaia di fedeli partecipano al rito dell’unzione della gola, legato alla festa di San Biagio vescovo e martire.
A Lanciano, la devozione per San Biagio non è solo una tradizione,
ma un abbraccio collettivo che coinvolge l’intera comunità, pronta a riversarsi nel cuore del centro storico.
È qui che sorge la chiesa più antica della città, risalente all’XI secolo dopo Cristo, dedicata proprio al vescovo di Sebaste e martire, diventata il fulcro di un rito che sfida il tempo:
l’unzione della gola.
Fin dal mattino alle 8, tempo della prima messa, i fedeli si sono messi in coda per ricevere il segno dell’olio benedetto, un gesto di protezione che affonda le radici nel miracolo del Santo che salvò un bambino dal soffocamento a causa di una lisca di pesce.
La terza messa, alle 11, è stata celebrata dall’arcivescovo Emidio Cipollone davanti a una platea gremita.
Molti cittadini non si sono limitati a ricevere la benedizione per sé, ma hanno atteso con pazienza il proprio turno per intingere un fazzoletto o un batuffolo d’ovatta nell’olio santo, portando così un segno di speranza e conforto ad infermi e anziani rimasti a casa.
Questo rito, che trasforma la chiesa in un crocevia di fede e solidarietà, ricorda come Biagio, prima di essere martire per amore di Cristo, fosse un medico attento alle sofferenze fisiche del prossimo:
è uno di quei Santi la cui fama ha raggiunto molti luoghi e per questo oggi è venerato un po’ ovunque.
Lanciano rinnova così il suo affidamento al Protettore della gola, confermando una devozione che resta uno dei pilastri dell’identità religiosa e culturale del nostro territorio.
Le porte della chiesa di San Biagio resteranno aperte fino alle ore 21.
