Il j’accuse del titolare del dicastero della Salute.
Liste d’attesa infinite, agende che sulla carta sembrano in ordine ma nella realtà sono intasate, cittadini costretti a mesi di attesa per una visita o un esame.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci alza il tiro e punta il dito contro chi, a livello regionale e aziendale, “trucca” i numeri per nascondere l’emergenza.
Un problema che l’Abruzzo conosce bene, con le sue Asl in affanno e un buco nei conti sanitari che supera i 100 milioni di euro.
“Devono cessare immediatamente quei trucchi che consistono nel manipolare i dati per apparire in ordine quando un ordine non c’è”, tuona Schillaci in conferenza stampa al ministero.
Il riferimento è chiaro: agende pulite solo sulla carta, liste d’attesa che nei registri rispettano gli standard ma che poi si traducono in mesi di calvario per chi deve fare una risonanza o una visita specialistica.
Il ministro non usa giri di parole:
“Questi sono trucchi che definisco scandalosi, sono artefatti per mostrare standard che poi non corrispondono a quello che i cittadini vedono ogni giorno”.
E la responsabilità, secondo Schillaci, è duplice: “Se il ricorso agli intramoenia è fuori controllo, c’è evidentemente una responsabilità a livello aziendale in termini di efficienza e organizzazione. E una a livello regionale, in tema di programmazione e controllo”.
Parole che in Abruzzo risuonano con particolare evidenza.
Qui il sistema sanitario regionale si dibatte tra vincoli di bilancio e la necessità di garantire risposte concrete ai cittadini. Il deficit di oltre 100 milioni di euro è un peso che si riflette direttamente sulla capacità delle Asl di organizzare i servizi, mentre le liste d’attesa continuano a rappresentare uno dei nodi più critici.
“È la prima volta che sulle liste d’attesa un ministro e un governo ci mettono la faccia”, rivendica Schillaci.
Ora però servono i fatti: “C’è bisogno che anche le Regioni e i direttori generali controllino all’interno delle loro aziende che le leggi vengano rispettate”.
I cittadini abruzzesi, intanto, continuano ad aspettare.
Schillaci si è poi soffermato sull’attività di controllo svolte dai Carabinieri dei Nas sulle liste d’attesa delle prestazioni erogate dal Sistema sanitario nazionale.
“Questi controlli sono partiti nel 2023 su una mia disposizione. In tre anni abbiamo effettuato complessivamente ottomila controlli sul funzionamento dei servizi, sui volumi di intramoenia e sul ricorso ai gettonisti. Da questi controlli sono emersi circa 1.700 casi deferiti all’autorità amministrativa o giudiziaria”.
Il ministro ha aggiunto che “nel 2025 sono stati 1.930 i controlli nell’erogazione delle prestazioni specialistiche per verificare il corretto funzionamento dei sistemi di prenotazione, gestione delle agende e prestazioni in
intramoenia. Sono emerse irregolarità come accessi abusivi ai sistemi di prenotazione per modificare illecitamente le agende o agende chiuse per il malfunzionamento sistema informativo. Solo per quanto riguarda l’intramoenia, dai controlli risultano oltre 900 criticità che riguardano in particolare la gestione delle prenotazioni
e i volumi di attività in intramoenia superiori al 50 per cento rispetto alle prestazioni che dovrebbero essere garantite a carico del servizio sanitario nazionale”.
“Sono numeri che non mentono – ha concluso Schillaci – e che emergono da controlli mirati, che abbiamo chiesto ai Nas di effettuare proprio sulla base dei dati che indicavano un eccessivo ricorso all’intramoenia. La legge è chiara.
Da oltre un anno dice esplicitamente che le prestazioni di intramoenia non devono superare quelle a carico del servizio sanitario nazionale”.

