Lanciano, 13 marzo 2015. “È finita: l’ufficio di gabinetto della prefettura pochi minuti fa ci ha informato della nomina del collegio dei commissari liquidatori i quali si stanno recando presso la sede della Fondazione per parlare con tutti i dipendenti”. Con poche righe Ernesto Magnifico e Sergio Aliprandi, rappresentanti di Filcams e Fisascat Chieti, hanno annunciato quanto appreso dalla Prefettura di Chieti a fine mattina di venerdì 13 marzo. Non è certamente un giorno fortunato per il centinaio di dipendenti rimasti in forze all’ex consorzio, costituito nel 1987, tra Istituto Mario Negri di Milano (70%) del famoso prof. Silvio Garattini, Regione Abruzzo (15%) e Provincia di Chieti (15%). Una fine ingloriosa per un centro d’eccellenza della ricerca internazionale in campo biomedico e farmacologico, che per oltre cinque lustri ha avuto sede a Santa Maria Imbaro, alle porte di Lanciano. Da quasi sei anni, il centro soffriva gravi difficoltà finanziarie; a nulla è servita la tanto sbandierata trasformazione in Fondazione, con quote paritarie tra i tre soci (33%), per ridistribuire il debito pregresso ormai salito a quote vertiginose (8 o 9 milioni di euro) e cercare nuove fonti di finanziamento. A distanza di tre anni, però, la decisione sembra essersi rivelata un boomerang per gli stessi dipendenti, che paventano il rischio di non vedersi saldati gli arretrati di un anno e mezzo di stipendi e, forse, neppure il Tfr.
I sindacati annunciano a breve una “conferenza stampa sul drammatico epilogo, quanto meno per ricercare eventuali responsabilità, anche politiche. Esprimiamo solidarietà e vicinanza (che continueremo a dimostrare) alle splendide persone che abbiamo conosciuto all’interno del Negri in questi anni, dipendenti che con caparbietà e nonostante gli stipendi arretrati, hanno sempre assolto al loro dovere con estrema dignità”.
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