[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=VdYFWK0K89Q[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 3 aprile 2015. Si è celebrata ieri la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, istituita dalle Nazioni Unite nel 2007. In tutto il mondo, luci blu hanno illuminato monumenti rappresentativi nell’ambito della campagna “Light up Blue”. L’autismo è una malattia del neurosviluppo che rappresenta una vera emergenza sociale: 1 bambino ogni 68, infatti, secondo gli ultimi studi, presenta un disturbo generalizzato dello spettro autistico.
Il fattore preponderante all’origine dell’autismo è senz’altro quello genetico, ma sono stati anche individuati fattori ambientali che possono causare da soli la malattia, se l’esposizione ad essi avviene in fase prenatale, come alcune infezioni virali nel primo o secondo trimestre di gravidanza da parte della madre. L’esordio della malattia è precoce – fra i 14 e i 28 mesi – e dura per tutta la vita. Ecco perché è fondamentale agire subito. Per abbassare l’età media della diagnosi di autismo sotto i primi due anni, attraverso una formazione specifica e mirata agli educatori degli asili nido, della scuola dell’infanzia e dei pediatri di riferimento, anche la Regione Abruzzo ha deciso di abbracciare il progetto sperimentale “Ocho pasos adelante”, un docufilm girato in Argentina dall’italiana Selene Colombo, patrocinato dalla Commissione italiana per l’Unesco e dichiarato a livello internazionale opera di interesse sociale, culturale e legislativa. Il progetto “Otto passi avanti per l’Abruzzo” diffonderà contenuti scientifici per favorire l’aggiornamento professionale con moderne tecniche formative, volte a massimizzare l’efficacia e la completezza della didattica. L’autismo, come viene spiegato, non si può insegnare attraverso i libri e la realizzazione di un docufilm servirà a capire i bambini con questo disturbo e ad entrare piano piano nel loro mondo, mostrando quali sono i campanelli d’allarme da osservare in un bimbo nei primi 24 mesi di vita. “Con questo progetto – ha sottolineato l’assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci – dimostriamo che l’innovazione e la sperimentazione possono migliorare anche la sanità ed il settore della prevenzione, con una forte spinta alla partecipazione degli operatori sanitari, dei medici, degli educatori, delle famiglie. La sanità che stiamo costruendo è una sanità che investirà sempre più energie sulla prevenzione, archiviando i metodi classici e puntando su strumenti in grado di fornire risultati concreti”.
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