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Omicidio Cianfrone: fermati moglie e marito di Spinetoli, ancora sconosciuto il movente

Giugno 09
22:03 2020

Coppia killer



Antonio Cianfrone, l’ex carabiniere di Mozzagrogna (Chieti) ucciso a Spinetoli (Ascoli Piceno).

Una settimana dopo l’omicidio di Antonio Cianfrone, carabiniere sospeso dal servizio, sono finite in carcere due persone, moglie e marito, che secondo la Procura di Ascoli Piceno avrebbero organizzato ed eseguito il delitto, sul cui movente non ci sono ancora certezze.

L’ex vice comandante della stazione dei carabinieri di Monsampolo del Tronto (Ascoli Piceno), di origini abruzzesi di Mozzagrogna (Chieti), è stato ucciso la mattina del 3 giugno scorso da quattro colpi di arma da fuoco lungo una pista da jogging a Spinetoli (Ascoli Piceno).

I carabinieri del Nucleo investigativo di Ascoli Piceno hanno sottoposto oggi a fermo Giuseppe Spagnulo, 54 anni, e sua moglie Francesca Angiulli, 50 anni, entrambi originari di Taranto, da molti anni residenti a Spinetoli.

Sono finiti entrambi in carcere: lui a Marino del Tronto, lei a Teramo.

I testimoni dell’omicidio

Per la Procura sarebbero loro i due killer che quella mattina hanno raggiunto Cianfrone mentre stava correndo, come faceva spesso, lungo la pista ciclopedonale di Spinetoli che si sviluppa parallela al fiume Tronto.

Due persone sono state viste in zona e una ragazza ha assistito all’omicidio, vedendo una figura sparare quattro colpi contro la vittima, dirigersi poi verso una moto dove ad attenderla c’era il complice e insieme sono fuggiti per le vie che incrociano la ciclabile.

Un’altra donna ha riferito di aver visto i due fuggire e ha descritto la persona alla guida della moto come robusta e quella dietro più esile. Ha sospettato che fosse una donna poiché ha visto un ciuffo di capelli spuntare dal casco integrale.

In base a queste testimonianze potrebbe essere stata la donna a sparare materialmente.

La figura di Cianfrone

Cianfrone era molto conosciuto anche per i suoi trascorsi professionali. Fino al 2015 è stato vice comandante della stazione di Monsampolo del Tronto, in seguito sospeso dal servizio a causa del coinvolgimento in un’inchiesta per concussione, finendo sotto processo, ancora in corso.

Dall’analisi del traffico telefonico dei cellulari è stata riscontrata la presenza dei coniugi Spagnulo sulla scena del crimine, in orario compatibile con l’omicidio.

Alle indagini hanno contribuito anche la Squadra mobile e la Guardia di Finanza. Quest’ultima in particolare ha messo a disposizione hardware e software per l’analisi di apparati informatici e le proprie competenze per gli accertamenti patrimoniali.

La coppia killer

La famiglia Spagnulo risiede a Spinetoli da molti anni. Giuseppe è operaio presso il Comune, la moglie è casalinga.

Nel loro garage è stata sequestrata nei giorni scorsi una moto che si sospetta sia quella usata per l’omicidio. In sella ad una Kawasaky nel 2009 morì il loro figlio maggiore.

Il responsabile, un autista delle Poste italiane, è stato condannato e la famiglia risarcita, anche se un’ulteriore richiesta di danni pende in sede civile. Ma Cianfrone non ha comunque mai indagato su quell’incidente mortale.