Pescara, 1 aprile 2016 – La Squadra Mobile di Pescara, in collaborazione con la polizia romena e il Servizio Interpol, ha concluso una complessa operazione nei confronti dei componenti di una pericolosa banda criminale, formata da romeni e italiani, accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e all’estorsione. È stato ricostruito un giro d’affari di almeno cinquantamila euro al mese. Dopo sei mesi di ricerche, la Polizia ha rintracciato e arrestato due cittadini romeni, marito e moglie, colpiti da mandato di arresto europeo. Gli altri due indagati sono una romena – sottoposta ad obbligo di dimora – e un uomo di Pescara tuttora latitante. Altri sei soggetti, quattro romeni e due italiani, sono indagati a piede libero per estorsione. Le indagini sono iniziate nell’estate del 2014, quando sono state raccolte diverse denunce di alcune giovani romene dedite alla prostituzione nella zona sud di Pescara e all’interno della Pineta D’Annunziana. Solo le prostitute che pagavano la “tassa” (in genere 30 euro al giorno, oppure 150 euro a settimana) potevano esercitare nelle zone controllate dagli indagati, mentre quelle che si rifiutavano venivano minacciate e picchiate.
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