
“Certo – continua Razzi nel comunicato stampa – quando sei assente, quando non incontri la gente per strada e ne ascolti gli sfoghi e le istanze, quando diventi un barone mammasantissima attaccato solo alla sedia ed alle tue aspettative personali per il futuro, altro non puoi attenderti che il rifiuto da parte dell’elettorato. Questa è una squadra che ha solo perso collezionando sconfitte che non hanno mai fatto intravvedere neanche lontanamente la possibilità di una ripresa”.
“Il problema – prosegue Razzi nella sua disamina – sta nella qualità umana soprattutto e poi in quella politica: il menefreghismo del territorio. Questo gruppo dirigente non solo è gravemente colpevole di aver portato Forza Italia alla sfacelo in Abruzzo ma anche di essersi impegnato con costanza a contrastare quelli che come il sottoscritto, volevano sul territorio persone capaci di essere presenti invece che degli “incravattati” Cicciobelli”.
“Occorrono – conclude il senatore azzurro – persone serie e motivate per essere utili alla gente. Personalmente sono stato boicottato, senatore della Repubblica abruzzese doc, in tutte le maniere nonostante che ai miei incontri con i cittadini, le sale fossero colme sino a fuori con la gente in piedi. Di questi risultati vado fiero e non perché fossi quel grande politico che molti credono di impersonare parlando difficile ed ingannando l’uditorio, ma perché sono una persona semplice, normale, che capisce i veri problemi della gente e che è stufa delle chiacchiere da professori da quattro soldi”.

E in seconda battuta, il sen. Razzi replica alle valutazioni sul voto fatte dal coordinatore regionale di Forza Italia: “Pagano – dice – confonde i fischi per applausi. C’è da rimanere annichiliti – scrive Razzi in un comunicato stampa – al cospetto di una faccia di bronzo tanto marmorea quanto giuliva e rubiconda fuori luogo del signor coordinator dottor Pagano quando afferma che, tutto sommato, il risultato della coalizione di centrodestra è certamente positivo”.
“Egli – sottolineato il senatore di Forza Italia – non solo distorce la realtà dei fatti considerando gli abruzzesi un gregge di pecore suddite che non capisce niente, ma si è guardato bene dall’analizzare la fine miseranda del suo partito, del mio partito la formazione alla quale appartengo anch’io, di Forza Italia del quale egli si è mostrato inefficiente coordinatore. Una persona seria che avesse mai avuto a cuore il destino della propria regione, a quest’ora, si sarebbe già dimesso cosa che gli converrebbe fare prima di incassare il benservito che sarebbe assai meno decoroso”.
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