Lanciano, articolo Tgmax.it 23 ottobre 2013 – A tre mesi dalla condanna a 9 anni e 6 mesi per l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, i giudici del tribunale di Pescara depositano le motivazioni della sentenza di primo grado per il processo nato dall’inchiesta cosiddetta Sanitopoli sulle presunte tangenti nella sanità privata regionale. “Tutti i reati commessi possono essere riuniti con il vincolo della continuazione” scrivono i giudici, con “l’unicità del disegno criminoso perseguito e l’illecito deviato utilizzo delle rispettive cariche e qualifiche a fini di favoritismo nei confronti di Angelini e di arricchimento personale”.
“Gli imputati – proseguono i giudici del tribunale collegiale nelle motivazioni della sentenza emessa il 22 luglio scorso – avevano quindi un vero e proprio programma criminale, volto a favorire, nell’attività di iniziativa legislativa ed amministrativa in materia di sanità in violazione di legge, gli interessi delle case di cura stesse, in particolare di quelle gestite dall’Angelini, su cui si è innestata l’attività corruttiva di questi. Programma – scrivono i giudici – diretto da Del Turco, organizzato dal Quarta, dal Cesarone e dal Masciarelli, ed eseguito dal Mazzocca, dal Di Stanislao, dal Boschetti, nonché dagli stessi Del Turco e Cesarone, attraverso le rispettive attività amministrative e legislative”. Per i giudici, “tale programma non fu limitato alla realizzazione di uno o più reati preventivamente individuati, ma si dispiegò nel tempo, sostanzialmente per l’intera durata della permanenza degli imputati nelle loro funzioni (Del Turco e altri furono arrestati il 14 luglio 2008, ndr), e fu finalizzato alla commissione di una serie indeterminata di delitti, quelli che, all’occorrenza, fossero serviti per realizzare il decritto disegno di favoritismo, sia mediante l’utilizzo per fini illeciti delle strutture amministrative (l’assessorato alla Sanità, la Asl) e societarie (la Fira e la Fira servizi) in cui gli imputati erano inseriti, sia mediante creazione di una struttura ad hoc in materia di sanità, la predetta cabina di regia, che sostanzialmente si sostituì alla giunta regionale nel prendere le decisioni più rilevanti in materia di sanità”.
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