L’accusa.
Cinque anni senza fondi in bilancio per le manutenzioni ordinarie e straordinarie.
Sarebbe questa, secondo l’exassessore ai Lavori Pubblici Giacinto Verna, la causa principale delle infiltrazioni e degli allagamenti che hanno portato alla chiusura della scuola primaria di Olmo di Riccio e della secondaria di primo grado D’Annunzio, a Lanciano, il 2 novembre scorso. L’ondata di maltempo ha acceso le polemiche sulla cura degli edifici pubblici.
Sulla vicenda interviene duramente il consigliere comunale di minoranza, che evidenzia la mancanza di programmazione da parte dell’amministrazione:
«Sicuramente di pioggia ne è scesa tanta. Ma era comunque una quantità di acqua che i nostri edifici scolastici devono essere in grado di sopportare. Invece oggi (3 novembre, ndr) a causa di infiltrazioni e allagamenti, ci ritroviamo con due scuole chiuse: primaria di Olmo di Riccio e secondaria di primo grado a Santa Rita, la prima delle quali, di recente ristrutturazione, è stata evacuata (l’altra era chiusa). Non risultano, per quello che so, danni strutturali.
E se lo stesso problema si verifica in due edifici diversi, viene da pensare che il problema sia la mancata manutenzione.
Di certo da 5 anni non si mettono più in bilancio, nel piano triennale, i soldi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie – accusa Verna – ma ci sono solo i pochi soldi dei capitoli dedicati per l’annualità. A me sembra evidente che in questi anni non siano state programmate dall’amministrazione comunale le manutenzioni e le pulizie delle grondaie e dei pluviali, e soprattutto nelle parti dove ci sono i pannelli solari.
Nella precedente amministrazione invece, oltre ai capitoli dedicati – prosegue Verna – c’erano tra i 300.000 e i 400.000 euro destinati a queste attività extra durante l’anno, con ditte esterne. La conseguenza? Dopo anni di trascuratezza, ogni forte pioggia diventa un grosso problema per una scuola di Lanciano. Come è successo in questi giorni in cui interventi straordinari per correre ai ripari sottraggono risorse finanziarie e personale ad altri interventi, intasando e appesantendo tutta la “macchina comunale”, con i dipendenti del municipio, che già svolgono un lavoro encomiabile, costretti a fare i salti mortali.
E non dimentichiamo che a tutto ciò si aggiungono i disagi e le paure dei genitori e dei loro ragazzi».

