La denuncia del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Un episodio di eccezionale gravità scuote il cuore verde dell’Abruzzo.
Nel pomeriggio di ieri, 15 aprile, i Guardiaparco in servizio nel comune di Alfedena, in località San Francesco, hanno rinvenuto i corpi senza vita di cinque lupi. L’area, situata nella zona contigua del Parco, è stata immediatamente setacciata dal Nucleo Cinofilo Antiveleno, che ha individuato resti riconducibili a possibili esche avvelenate.

La situazione appare ancora più allarmante, denuncia il Pnalm, se si considera che si tratta del secondo ritrovamento massiccio in pochi giorni. Un evento analogo è stato infatti registrato nel territorio di Pescasseroli, dove altri cinque esemplari sono stati trovati morti.
In entrambi i casi, la Procura della Repubblica di Sulmona ha preso in mano le redini delle indagini,
disponendo il sequestro delle carcasse e il loro trasferimento presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Avezzano per le analisi necroscopiche e tossicologiche.
L’ipotesi dell’avvelenamento è al momento la più accreditata.
Si tratta di una pratica illegale e barbara che non colpisce solo i lupi, ma mette a rischio l’intero ecosistema e specie fragili come l’orso marsicano. Questi atti di “giustizia fai-da-te”, nati spesso da un dibattito acceso e talvolta distorto sulla gestione dei grandi carnivori, rappresentano un danno incalcolabile per il patrimonio naturale e l’immagine stessa del territorio.

Le autorità hanno assicurato che le attività di prevenzione e indagine proseguiranno senza sosta, con un impiego costante delle unità cinofile per bonificare i sentieri. Resta fondamentale la collaborazione dei cittadini: chiunque abbia informazioni utili è invitato a contattare le forze dell’ordine.
Difendere la biodiversità non è solo un obbligo di legge, ma un dovere civico che nel 2026 non può più essere messo in discussione da gesti criminali e isolati.

