Terzo giorno della scomparsa.
Si infittisce il mistero intorno alla scomparsa di Prisca Anile, la venticinquenne di Sulmona di cui si sono perse le tracce domenica 19 aprile.
Mentre le ricerche proseguono senza sosta, la famiglia interviene con forza per fare chiarezza su alcune indiscrezioni trapelate nelle ultime ore riguardo al vissuto psicologico della giovane.
A parlare è la sorella Karen, che attraverso un accorato sfogo sui social ha voluto smentire categoricamente le voci di un coinvolgimento attivo della ragazza in gruppi esoterici.
“Stanno circolando notizie non precise, forse i giornalisti hanno frainteso”, precisa Karen. “Mia sorella non faceva parte di sette sataniche, ne era perseguitata! O per lo meno, ne era fermamente convinta”.
Secondo il racconto dei familiari, questo stato di terrore verso il male avrebbe spinto Prisca verso un fervore religioso molto intenso, quasi al limite del fanatismo,
vissuto come scudo protettivo contro le sue paure.
Il timore della famiglia è che la fragilità di Prisca, persona introversa e sensibile, possa essere stata intercettata da soggetti senza scrupoli.
“Esistono sette di ogni genere, guru o santoni che operano manipolazioni psicologiche per estorcere denaro”, prosegue la sorella, ricordando come Prisca avesse cercato rifugio anche nella Chiesa parlando con diversi sacerdoti.
La giovane, che ha vissuto sei anni a Bologna per gli studi universitari, potrebbe essere stata vittima di tali pressioni psicologiche proprio nel capoluogo emiliano, sebbene la famiglia ribadisca la propria determinazione nel volerla proteggere a ogni costo.
Prisca è uscita di casa intorno a mezzogiorno di domenica 19 aprile, indossando una maglia nera, pantaloni neri larghi e scarpe da ginnastica rosa.
L’appello resta accorato: chiunque abbia visto la ragazza o abbia dettagli su possibili contatti avuti negli ultimi tempi, contatti immediatamente il 112.

