[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=T86O1hwM-0A[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 12 febbraio 2015. Non sembra trovare pace la Fondazione Mario Negri sud, alle prese da anni con la crisi economica che ha provocato un’importante emorragia di cervelli: mentre il commissario nominato dal prefetto di Chieti è alle prese con i conti in rosso e la caccia affannosa a nuovi fondi, il direttore amministrativo, Tommaso Pagliani, va a giudizio per aver ucciso 750 topi dello stabulario. Lo ha deciso, con citazione diretta, il procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, che a maggio scorso aveva aperto un’inchiesta sul caso, a seguito della denuncia della Lav. L’udienza è fissata per il prossimo 25 giugno. All’epoca dei fatti, la perdurante crisi economica dell’istituto di Santa Maria Imbaro (Chieti), che svolge ricerche biomediche e farmacologiche, non consentiva più di mantenere le piccole cavie, molte delle quali malate, e la stessa divisione veterinaria ne consigliò l’abbattimento. La notizia, rimbalzata in cronaca nazionale, accende gli animi sul gruppo Facebook “Salviamo il Negri sud”. Vincenzo, rsu, scrive che tutto questo è “assurdo” e sollecita la stampa ad occuparsi non solo delle sorti dei topi, ma anche delle decine di lavoratori che “sono senza stipendio da oltre 18 mesi”. In effetti, la stampa locale se ne occupa dall’inizio della vertenza, dal 2009, ma risolvere i problemi tocca alla politica e alle istituzioni che, a quanto pare, non hanno saputo assolvere il loro compito. Almeno non finora. Nei giorni scorsi, un gruppo di quel centinaio di ricercatori superstiti del centro, che anno dopo anno si sta svuotando di professionalità, ha organizzato a Lanciano un incontro aperto alla cittadinanza e alle amministrazioni locali per cercare di scuotere gli animi. Ma forse è troppo tardi per recuperare un bilancio che segna -7, -8 oppure -9 milioni di euro: la cifra esatta sarà comunicata a giorni dal commissario, il prof. Luciano Fratocchi, al prefetto di Chieti, che in ultima analisi deciderà della sopravvivenza del Negri sud e, di conseguenza, del destino dei suoi dipendenti. Che rischiano di restare senza lavoro, con le famiglie a carico e, forse, senza il compenso maturato, perché la Fondazione ha le sue regole. Chissà se, adesso, qualcuno ha occhi per piangere le piccole cavie morte…
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