Due pakistani sono stati rintracciati e arrestati per l’omicidio di Rovigo in un casolare di Torino di Sangro.
Blitz della Questura di Chieti.
Sono stati rintracciati in un casolare isolato a Torino di Sangro, nel Chietino, due dei cinque giovani pakistani coinvolti nella brutale rissa costata la vita al 22enne tunisino Amine Gara. Determinanti le celle telefoniche, che hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di Chieti di localizzarli e far scattare il blitz.
I due, un 30enne identificato come A.A. e il 26enne R.S., sono stati fermati nelle scorse ore e trasferiti nel carcere di Torre Sinello a Vasto. A.A. è difeso dall’avvocato d’ufficio Mariantonella Di Guilmi, mentre a R.S. è stato assegnato d’ufficio l’avvocato Rosario Di Giacomo.
La convalida dell’arresto potrebbe svolgersi lunedì 28 luglio.
Le accuse e la dinamica della vendetta
La Procura di Rovigo, guidata da Manuela Fasolato, contesta a uno dei fermati l‘omicidio aggravato e premeditato: sarebbe stato il pakistano fermato ad Aprilia, nel Lazio, a colpire Gara al collo con un coccio di bottiglia,
provocandogli un’emorragia fatale.
Gli altri sono indagati per rissa aggravata mentre tre di loro anche per tentato omicidio nei confronti di un altro tunisino rimasto ferito nella stessa aggressione.
Il violento episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi, nei giardinetti delle Due Torri, in pieno centro a Rovigo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’agguato sarebbe stato una vendetta per una precedente aggressione subita due giorni prima da due giovani pakistani ad opera dello stesso Gara e di altri connazionali e nordafricani.
Il centro città, ancora frequentato da numerose persone al momento dell’attacco, ha fornito testimoni chiave per le indagini. Questo ha permesso di ricostruire rapidamente la dinamica e individuare i sospettati, poi rintracciati tra Veneto, Lazio e Abruzzo.
Le altre catture sono avvenute ad Aprilia, a Rovigo e nello stesso comune polesano.
La difesa di R.S., non accusato di omicidio aggravato e premeditato, è affidata d’ufficio all’avvocato Rosario Di Giacomo, del Foro di Vasto.
“La vicenda è molto articolata”,
dice il legale al Tgmax, “anche a fronte della natura della contestazione mossa al mio assistito, che in relazione all’omicidio ed al tentato omicidio risponde di concorso anomalo”.
“I punti da chiarire sono molti. Al momento attendo la fissazione dell’udienza di convalida”.

