Il tratto senza pista ciclabile a Torino di Sangro sarà coperto da un ponte.
Un’altra estate che se ne va, sogni e speranze rimandati a tempi migliori.
La Via Verde anche quest’anno ha riscosso gradimento con presenze nazionali ed estere, nonostante un tallone d’Achille clamoroso, punto debole, irrisolto.
La pista ciclopedonale, dopo anni di attesa, non è ancora completa:
i 42 chilometri del tracciato infatti sono percorribili solo sulla carta, compromessi dall’interruzione di contrada Lago Dragoni.
Due chilometri e mezzo sono stati cancellati da crolli, frane, erosione marina, nella criticità più marcata dell’intero progetto.
Dal lontano 2005, anno dell’arretramento della ferrovia adriatica si aspettano interventi risolutivi, mentre cicloturisti e vacanzieri sono costretti a bypassare l’interruzione percorrendo la pericolosa Statale 16, da Borgata Marina di Torino di Sangro fino a località Le Morge, dove il tracciato è invece fruibile.
Il Tgmax in anteprima ad inizio luglio mostrò il rendering definitivo del progetto, che andrà a ricomporre finalmente la Via Verde, grazie ad un ponte lungo quasi 80 metri che riannoderà il filo spezzato della pista ciclopedonale:
struttura in acciaio protetta da paratie e barriere radenti in grado di mitigare la possente erosione marina che ha fatto collassare enormi mura ciclopiche erette a fine 1800.
Il progetto, stilato dai tecnici comunali Mancinone, Polidoro e Presenza, si avvia alla fase decisiva.
Al via libera per l’esecuzione manca solo il parere favorevole dell’ultima conferenza dei servizi, in programma il prossimo 3 settembre.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara ha già dato il nulla osta.
Il Comune di Torino di Sangro ha in cassa 5 milioni di euro finanziati dalla Regione Abruzzo: quanto basta per realizzare un opera strategica.
Per il prossimo dicembre i lavori potrebbero avere inizio.
