Dibattito a Mani Visibili.
Intelligenza artificiale e democrazia: chi decide il futuro del fattore umano?
È una questione che tocca direttamente i fondamenti della nostra democrazia. Da tempo, i giganti mondiali dell’intelligenza artificiale lanciano allarmi sui rischi che lo sviluppo tecnologico potrebbe comportare per l’umanità, chiedendo al contempo ai governi di intervenire,
per “governare” loro stessi il settore.
Ma il paradosso è evidente: lo chiedono a chi oggi non possiede né gli strumenti né le infrastrutture per farlo, lasciando di fatto il monopolio e le chiavi del controllo a pochissimi soggetti privati.
Di questi temi cruciali si è discusso a Lanciano in occasione della nona edizione di “Mani Visibili” – le Giornate di Economia dedicate a Marcello De Cecco, economista lancianese di fama internazionale.
Tra i relatori di spicco della seconda giornata, il professor Sandro Trento, ordinario di Strategia aziendale e Corporate governance all’Università di Trento e direttore della School of Innovation, ha offerto spunti di riflessione profondi, ricordando come un quarto delle aziende utilizzi già stabilmente l’intelligenza artificiale nei propri processi.
Il cuore della sfida, come sottolineato nel dibattito ispirato al tema del “fattore umano”, non è semplicemente frenare la tecnologia, ma
comprendere la portata di una rivoluzione senza precedenti.
Per la prima volta nella storia dell’umanità, i limiti da superare non sono più quelli biologici, culturali o ambientali. I progressi dell’AI e della genetica ci mettono di fronte a uno scenario in cui il fattore umano viene ridefinito, interrogandoci sui nostri limiti, sulla direzione da prendere e su
come porre l’innovazione al servizio della qualità della vita di tutti.
Non basta delegare ai colossi tecnologici la supervisione etica del loro stesso business.
Ciascuno di noi è chiamato ad acquisire le competenze necessarie,
per non subire passivamente il cambiamento.
Società, economia e istituzioni locali e globali devono lavorare in sinergia per ottimizzare le opportunità e ridurre drasticamente i rischi di questa nuova frontiera.
Iniziative come quelle di Lanciano dimostrano quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione pubblica, offrendo chiavi di lettura accessibili,
per decifrare i meccanismi di un futuro che stiamo già costruendo.
Nel corso dell’incontro, introdotto dalla moderazione di Stefano Marcucci, sono intervenuti gli esperti: Sandro Trento ha approfondito il tema “Potere e tecno: la sfida dell’AI in Europa, Cina e USA”, seguito da Jelena Reljic con un focus su “AI e lavoro: dentro la scatola nera”. La riflessione è proseguita con Rosario Scandurra e il suo intervento su “La Costituzione privata del potere infrastrutturale”, Luigi Petrucco, “Da ingegneri a giardinieri: come cambia il software nell’era dell’intelligenza artificiale” e, infine, Marco Bentivogli sul legame tra “AI e organizzazioni: gli architetti del lavoro”.

