L’intervista al Tgmax.
Lanciano si prepara a celebrare l’86esimo anniversario della Rivolta del 5 e 6 ottobre del ‘43,
che valse alla città la medaglia d’oro al valor militare.
Benito Rapino, 93 anni, ha scritto le sue memorie, nei ricordi da consegnare alle nuove generazioni.
Era un bambino quando la migliore gioventù lancianese impugnò le armi in un’azione determinata e coraggiosa, contro forze tedesche soverchianti, decise a non cedere all’avanzata dell’Ottava Armata del generale Montgomery.
Due giorni segnati da cruenti scontri a fuoco,
morti, feriti, rappresaglie. La città subì saccheggi e devastazioni.
Una pagina gloriosa che alimentò il desiderio di libertà di una popolazione allo stremo, stanca di una guerra che era entrata in casa.
Rapino scrive, ricorda, si commuove al Tgmax.
Le raffiche di mitra, il fragore delle bombe, l’odore acre del fumo di una città in fiamme sono ancora impresse nei suoi occhi.
“Lancian mè” è racconto vero e sincero, da far leggere ai giovani d’oggi

