Problemi con il pescato.
Blocco dei trasporti dalle serie conseguenze per l’intera filiera alimentare,
con prodotti freschi che lasciano scaffali vuoti e preoccupazioni per il futuro.
Anche il settore della ristorazione fa i conti con la penuria di rifornimenti necessari per garantire il servizio, affidandosi alle scorte e modulando i menù in base agli alimenti disponibili e di prossimità.
A mancare sono soprattutto le materie prime a ciclo rapido e a temperatura controllata: l’ortofrutta fresca proveniente dai bacini agricoli del Sud, che rischia il deterioramento prima di arrivare a destinazione, e i prodotti surgelati, la cui catena logistica non ammette interruzioni prolungate.
Immancabili le preoccupazioni per il futuro,
il settore va avanti riducendo temporaneamente il numero di proposte alla carta concentrandosi sui piatti che possono essere preparati con materie prime già disponibili o acquistabili con maggiore continuità.
La revisione del menu può permettere di limitare le referenze necessarie e di contenere gli sprechi.
Il settore resiste, ma se la situazione dovesse perdurare l’effetto più pesante potrebbe essere quello sui ricavi. Se mancano gli ingredienti per preparare alcuni piatti, il locale può essere costretto a ridurre l’offerta e, nei casi più gravi, a limitare il servizio.
Una chiusura temporanea resta uno scenario estremo, ma non può essere esclusa per le attività che non riescano a garantire le condizioni necessarie per lavorare.


