[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=z8-LXrUpFAs[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 4 giugno 2014. Economia: dopo un biennio caratterizzato dal segno meno, nei primi mesi del 2014 la produzione industriale abruzzese torna a crescere (+2,9%) e vi sono segnali positivi in tutti gli altri indicatori congiunturali, mentre anche il clima di fiducia delle imprese sembra migliorato rispetto ai trimestri precedenti. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale condotta dal Cresa sulle imprese manifatturiere e relativa al primo trimestre di quest’anno. L’analisi per classe dimensionale fa emergere una dinamica particolarmente positiva della produzione per le grandi imprese (7,9%), seguite dalle medie (1,6%), mentre le microimprese hanno fatto registrare ancora un calo tendenziale del -1,7%. Per quanto riguarda i settori, su tutti risalta la performance dei mezzi di trasporto che hanno fatto registrare un incremento del 10,5% su base annuale e di circa il 20% rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso. Dal punto di vista territoriale, positivo il risultato della provincia di Chieti che ha trainato il resto della regione compensando, in particolare, il negativo andamento della provincia aquilana. “Senza enfatizzare troppo gli andamenti analizzati lo scorso trimestre – commenta il presidente del Cresa, Lorenzo Santilli – l’arresto di una tendenza negativa che durava da circa due anni deve essere opportunamente messo in risalto. Esso ci indica che il tessuto economico abruzzese ha probabilmente intrapreso un cammino, se non di vera e propria ripresa, almeno di riequilibrio rispetto alla situazione precedente, che consente agli imprenditori di riprendere fiato e riorganizzarsi guardando con maggiore fiducia al futuro”. “Siamo alla vigilia di importanti decisioni che tracceranno la direzione di marcia della regione nel prossimo decennio – evidenzia il direttore, Francesco Prosperococco -. Le risorse che saranno stanziate per il periodo 2014-2020, ed il relativo cofinanziamento nazionale, dovranno essere utilizzate in modo più tempestivo ed efficace rispetto al bilancio europeo che si è appena chiuso. Ciò è reso indispensabile dall’urgenza di rilanciare lo sviluppo e la coesione territoriale, ma, soprattutto, dalla necessità di contribuire alla ripresa della produttività in tutte le aree della regione”.
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