Per non dimenticare.
Un mese dopo la fatale lite,
che, cinque giorni più tardi, ha portato al tragico decesso di Diomede Barchiesi, amici e parenti si sono stretti in un abbraccio silenzioso e commosso.
Circa duecento persone hanno partecipato alla fiaccolata organizzata in memoria del cinquantenne dipendente Stellantis di Atessa, morto il 14 agosto a seguito dei traumi riportati nella notte del 9 agosto scorso, sul lungomare di Fossacesia.
I partecipanti si sono radunati davanti alla chiesa Stella Maris per la distribuzione delle fiaccole. Dopo un momento di preghiera guidato dal parroco don Leo e il toccante ricordo degli amici promotori dell’iniziativa, il corteo si è mosso in un clima di raccoglimento fino al luogo dell’accaduto, il parcheggio situato tra due stabilimenti balneari.
Qui, un mese fa, al termine di un evento musicale,
sarebbe scoppiata la lite fatale per Barchiesi, intervenuto per difendere i due figli minori di 16 e 15 anni,
mentre le dinamiche esatte restano al vaglio degli inquirenti.

Per la morte di Barchiesi è indagato M.M. diciottenne di Fossacesia, l’ipotesi di reato è omicidio preterintenzionale.
L’iniziativa ha voluto unire il dolore alla riflessione collettiva.
“L’assordante rumore del silenzio potrà far capire il grande vuoto lasciato da Diomede”, ha dichiarato Andrea Mascitti, amico della vittima e tra gli organizzatori della fiaccolata, sottolineando come questo momento rappresenti un’occasione per ricordare il valore inestimabile
di una vita spezzata e di quelle segnate per sempre.
Alla fiaccolata ha partecipato la famiglia di Diomede, la moglie Annamaria e i tre figli, i genitori e i suoceri.
Presenti anche i sindaci Enrico Di Giuseppantonio, di Fossacesia, e Vincenzo Muratelli, di Altino, dove Diomede ha vissuto prima di trasferirsi a Lanciano.
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