[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=-WQcGKrnzAE[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 28 gennaio 2015. Uno risiede a Casalincontrada (Chieti) e l’altro in val di Sangro, ad Altino (Chieti): sono i due romeni arrestati dalla Squadra mobile di Pescara che devono rispondere di una serie di reati come sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo e rapina. In manette sono finiti Gheorghe Cioanca, 35 anni, residente a Casalincontrada (Chieti) e Sorin Dragomir, 29, residente ad Altino (Chieti). Le indagini sono iniziate a luglio scorso, dopo la denuncia di una giovane prostituta romena che aveva raccontato di essere salita a bordo di un’auto guidata da un uomo, che le si era presentato come un comune cliente. La donna era stata subito presa a schiaffi, legata al sedile con la cintura di sicurezza e minacciata. Solo dopo essere stata immobilizzata, si era accorta che all’interno del veicolo c’era un altro uomo, sbucato improvvisamente dal portabagagli. Condotta in una stradina di campagna, la giovane era stata costretta a sottostare a rapporti sessuali con entrambi gli uomini che, infine, le avevano anche sottratto 300 euro, per poi abbandonarla in strada. Contestualmente alle indagini, a settembre scorso altre due prostitute romene, a distanza di un’ora l’una dall’altra, venivano sequestrate e violentate lo stesso giorno, una nel territorio di Silvi Marina e un’altra alla periferia di Pescara, con modalità del tutto simili a quelle denunciate dalla prima vittima. Partendo dai pochi elementi a disposizione, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità dei due stupratori, uno dei quali ha anche in parte ammesso le proprie responsabilità. “La vicenda scoperta dalla polizia, per quanto grave, poteva andare anche peggio – ha dichiarato il capo della mobile Pierfrancesco Muriana -: nel quarto caso, in via di approfondimento, la donna violentata e malmenata è stata poi gettata in strada e ha rischiato la vita. L’episodio è stato raccontato da altre prostitute. E sono state proprio le vittime a collaborare e a dare impulso alle indagini. Ragazze di gruppi criminali diversi che hanno fornito elementi di interesse investigativo”.
Decisiva la testimonianza di una prostituta che aveva segnalato alla polizia una parte di targa di una delle auto usate dagli aguzzini. Cioanca, che da tempo risiede in Italia, parlava con un accento locale, anche dialettale. “Importante – ha aggiunto Muriana – anche la collaborazione della moglie di Dragomir che ha costretto il marito ad andare a confessare in Questura, anche se per uno solo degli episodi finiti sotto la lente di ingrandimento”.
I due arrestati lavorano in una ditta di autotrasporti ad Atessa (Chieti). Le indagini della Mobile di Pescara sono state coordinate dalle Procure di Pescara e di Chieti, quest’ultima è competente perché il reato più grave, con la violenza sessuale di gruppo, si è consumato a Francavilla al Mare. Le ordinanze eseguite dalla Mobile di Pescara sono state emesse dal Gip di Chieti Antonella Redaelli, su richiesta del Pm della Procura teatina Lucia Campo. Le indagini proseguono per ricostruire altri due casi di violenza nei confronti di altre prostitute.
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