La commemorazione.
Ventisette nomi incisi sulla pietra nel 1922, a cui se ne aggiunsero altri diciotto dopo il secondo conflitto mondiale.
Erano gli studenti del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Lanciano che lasciarono i banchi di scuola per sacrificare la propria vita in battaglia.
Questa mattina la comunità si è stretta nel piazzale dell’istituto per la cerimonia “Sui sentieri della libertà”, promossa dall’Associazione nazionale Combattenti e Reduci e dallo storico Mario Salvitti.
Alla presenza delle autorità civili, militari e della dirigente scolastica Angela Evangelista, due studentesse della Consulta Giovanile, Benedetta Di Biase e Stella Di Giovanni, hanno deposto una corona d’alloro ai piedi della lapide commemorativa. Tra i presenti anche le nipoti Luisa e Paola Milano dello storico preside Francesco Milano, che volle originariamente il monumento.
«Onorare questi giovani significa portarli come esempio ai ragazzi di oggi:
quegli studenti sacrificarono la vita per gli ideali in cui credevano» ha sottolineato il sindaco Filippo Paolini. «Se noi oggi possiamo assaporare il gusto della libertà lo dobbiamo a loro, “caduti sui sentieri della libertà”, come scritto sulla lapide che li ricorda. Grazie all’amico e storico Salvitti per l’impegno e la passione nell’organizzare la manifestazione e alla dirigente Scolastica che ci ospita. Grazie a tutti i presenti per la calorosa partecipazione».
«Questo monumento è un ponte che ripercorre un percorso che va dalla Prima Guerra Mondiale alla nostra Costituzione,
è la sintesi del progetto pedagogico di mio nonno, che funziona ancora oggi, visto che ci tiene riuniti qui a ricordare, a fare in modo che questi nomi non siano semplicemente incisioni sulla pietra, ma siano vivi» ha affermato con emozione Paola Milano.


