[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=r2At8k61YDc[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 26 marzo 2015. Sevel: prodotto il 5milionesimo veicolo nello stabilimento di Val di Sangro, traguardo raggiunto 34 anni dopo l’inizio della produzione. Nel 1981 venivano prodotti 15.736 furgoni, oggi sono 229.791.
Tra gli applausi di operai e dirigenti, riuniti nell’unità produttiva Montaggio, Sevel festeggia il 5milionesimo veicolo prodotto nello stabilimento di Val di Sangro, ad Atessa. Il 26 marzo 2015 sarà ricordato come una data storica, per il traguardo raggiunto dalla fabbrica leader nel mondo per i veicoli commerciali leggeri. Dal 1981, anno di inizio produzione con 15.763 furgoni, Sevel ha chiuso il 2014 con 229.791 unità prodotte. Il sito industriale abruzzese ha risentito della crisi molto meno di altri, grazie al mercato mondiale al quale si rivolge: solo l’11% della produzione, infatti, è destinato al mercato italiano mentre tutto il resto a mercati esteri. In Europa è la Germania ad apprezzare maggiormente il made in Italy e a riconoscere la leadership di Sevel con il 23%, segue la Francia con il 17.
Nel tour in stabilimento, sulla linea di montaggio si notano veicoli destinati al trasporto merci o al trasporto passeggeri, ma anche converter e per motorhome
. Il neo direttore, l’ing. Angelo Coppola, spiega che il furgone Ducato viene prodotto con la maggiore flessibilità possibile per soddisfare le più diverse esigenze del committente: ed ecco che dalla fabbrica non escono solo i modelli Ducato finiti ma anche modelli base che poi saranno equipaggiati e personalizzati da altri produttori di caravan, camper e anche ambulanze. Tra i maggiori acquirenti ci sono Tnt, Coca cola, Poste svizzere e persino Milka, per cui è stata realizzata una particolare vernice color rosa. Perché la specificità Sevel, spiegano in azienda, è anche questo: una multinazionale di 6.080 dipendenti che sa lavorare anche con cura artigianale, personalizzando i vari modelli. Oggi la Sevel produce 1.050 veicoli al giorno; 34 anni fa erano appena 1000 al mese e c’è chi lo ricorda.
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