Dopo l’interrogatorio di garanzia, l’uomo resta in carcere.
Ha parlato per 45 minuti Sergio Di Rocco, 47 anni, arrestato giovedì scorso a Lanciano per lesioni e rapina aggravate, ai danni di E.M. di nazionalità egiziana, 48 anni, e per resistenza a pubblico ufficiale al momento del fermo da parte della Polizia.
L’interrogatorio di garanzia si è svolto nella Casa circondariale di Villa Stanazzo, davanti al Giudice per le indagini preliminari,
che ha deciso per Di Rocco la conferma della custodia cautelare in carcere.
Nell’interrogatorio di garanzia, il rom lancianese si è difeso sostenendo che l’incontro in via Valera è stato casuale: lui si recava a casa della madre per il compleanno della moglie mentre l’egiziano abita pochi portoni più avanti.
Restano da accertare i motivi dell’aggressione, ma – riferisce l’avvocato difensore Vincenzo Menicucci – la settimana precedente tra i due c’erano state scintille davanti alla panetteria del quartiere, perché il nordafricano avrebbe fatto apprezzamenti non graditi alla moglie del Di Rocco.
Durante la colluttazione in via Valera, l’egiziano avrebbe tirato fuori i coltelli, ma il rom lo avrebbe disarmato dopo averlo preso a pugni. E in questo frangente lo avrebbe ferito alla testa, prognosi di 10 giorni, per ferita lieve lacerocontusa.
Secondo il difensore, la tesi della presunta vittima vacilla anche quando riferisce di altri due soggetti che gli avrebbero portato via il marsupio, mentre cercava di rientrare a casa e cercare aiuto, dopo la colluttazione con Di Rocco.
La versione difensiva non ha tuttavia convinto il Gip, che ha ritenuto di dover confermare la custodia cautelare in carcere, per via dei precedenti penali del rom e in attesa di riscontri.
La difesa è al lavoro per dimostrare la propria tesi.
L’avvocato Menicucci ha annunciato che farà eseguire accertamenti biologici sulle armi da taglio sequestrate.
In attesa dell’interrogatorio di garanzia, Di Rocco aveva riconosciuto in parte le responsabilità.
