
Soprattutto in relazione alla dichiarazione del medico legale sull’ansiolitico somministrato al presidente intorno alle 12, sottolinea la Corte, non si comprende, vista la presunta importanza, come mai sia “emersa soltanto nel secondo grado di giudizio e non sia stata offerta ai giudici di primo grado o, ancor prima, agli inquirenti federali”. In ogni caso, anche se non fosse stata provata la sua partecipazione a quei due incontri, rimarrebbe “provata la partecipazione del presidente Campitelli e la messa a disposizione, da parte sua, delle somme necessarie a compensare i vari partecipanti al disegno alterativo”. Per i giudici “francamente eloquente appare la denuncia di furto che il presidente Campitelli afferma di aver subito proprio nella notte successiva alla partita de qua e proprio per la somma di 70.000, corrispondente al prezzo della combine. Del resto non può che prendere atto, questa Corte, che sul punto le difese interessate non abbiamo speso una sola parola”. Se per la Corte non ci sono dubbi sulla responsabilità di Campitelli, non così per il presidente del Savona, Aldo Delle Piane, per cui i giudici d’appello hanno completamente ribaltato la sentenza di primo grado giudicandolo estraneo all’illecito. A suo carico, infatti, si legge nelle motivazioni, c’erano solo un sms inviato da Barghigiani a Ercole Di Nicola, che deve essere letto nella sua interezza, e dichiarazioni di Ninni Corda alla Procura Federale ritenute dai giudici inattendibili, elementi quindi insufficienti.
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