Lanciano, servizio Tgmax 2 febbraio 2016. Aeroporto: caro tasse sugli scali, Ryanair annuncia la chiusura a Pescara e Alghero. Saga: “Non è un fulmine a ciel sereno”. Dg Regione Gerardis: “l’Abruzzo ha un disavanzo di 538 milioni da colmare e la Saga perde annualmente circa 6 milioni, necessaria svolta che tenga conto di tre esigenze imprescindibili di bilancio, di costituzionalità e delle normative comunitarie”. M5S: “Da Chiodi a D’Alfonso una gestione fallimentare”.
Ryanair chiuderà da ottobre le basi di Alghero e Pescara, taglierà alcune rotte e chiuderà tutti i voli di Crotone. Lo ha annunciato la compagnia spiegando che la decisione è presa “a seguito dell’illogica decisione del governo italiano di aumentare ancora le tasse municipali”. Con questa decisione, è stato spiegato durante una conferenza stampa, vengono chiuse 16 rotte, persi 800 mila clienti e tagliati 600 posti di lavoro. “Non dovremmo essere noi a finanziare Alitalia-Etihad, dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi a finanziare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia”. Lo ha detto il chief commercial officer di Ryanair David O’Brien annunciando la decisione della low cost irlandese di chiudere rotte e basi contro l’aumento delle tasse municipali. “Il Governo italiano ha aumentato di 2,50 euro la tassa municipale senza preavviso e senza giustificazione dal primo gennaio per sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia”, ha spiegato O’Brien, definendo questa una “cattiva notizia per gli aeroporti regionali: il Piano di Alitalia-Etihad di distruggere gli aeroporti regionali sta funzionando”. “Il nostro non è un attacco diretto ad Alitalia – ha però puntualizzato O’Brien – riteniamo che non ci sia ragione d’essere di questa tassa”. “Ryanair paga già 165 milioni di tassa municipale per il fondo piloti Alitalia”, ha spiegato O’Brien. “Il Governo per raccogliere pochi milioni fa sì che le Regioni perdano centinaia di milioni di spesa turistica”, ha aggiunto, spiegando che nelle tre Regioni coinvolte dalle chiusure la spesa turistica è di 100 milioni. “Ryanair crede nella promozione degli aeroporti regionali, mentre per colpa di questa tassa la promozione diventa molto più difficile”, ha detto ancora O’Brien. Nello specifico, la decisione di Ryanair prevede: per Alghero la chiusura della base, il taglio di 8 rotte (60%), la perdita di 300 mila passeggeri, 225 posti di lavoro persi; per Pescara la chiusura della base, il taglio di 5 rotte (70%) la perdita di 250 mila clienti e 188 posti di lavoro persi; per Crotone la chiusura dell’aeroporto, il taglio di tutte e tre le rotte (100%), la perdita di 250 mila clienti e 188 posti di lavoro persi. Ryanair ha annunciato oggi anche il lancio della nuova programmazione per l’inverno da Roma, con 4 nuove rotte e nuovi collegamenti che permetteranno di trasportare oltre 9 milioni di clienti all’anno, sostenendo oltre 6.900 posti di lavoro tra Fiumicino e Ciampino.
Saga: non è fulminne a ciel sereno
“Non è un fulmine a ciel sereno: il cambiamento della logica nella strategia della compagnia è noto da tempo. Nella peggiore delle ipotesi continuano ad esistere due voli. In ogni caso proseguono le trattative per portare a Pescara nuove compagnie, con nuovi collegamenti da e per l’Abruzzo”. Così Nicola Mattoscio, presidente della Saga, società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, confermando che la Ryanair ha annunciato la chiusura della base di Pescara. La compagnia irlandese trasporta, su base annuale, poco meno di 500mila passeggeri su un totale di circa 600mila utenti che viaggiano da e per l’aeroporto d’Abruzzo. Sottolineando che le due destinazioni che restano “dovrebbero essere Bergamo e Charleroi”, Mattoscio afferma che “la Saga può ancora dare degli incentivi, ma in misura sicuramente inferiore rispetto al vecchio contratto con Ryanair, creato in base alla normativa precedente”. “La compagnia ha cambiato strategia – evidenzia il presidente – e per loro Pescara è come un granello di sabbia. Si stanno dirigendo verso grandi scali europei e stanno abbandonando quella logica che li ha visti protagonisti nei piccoli scali”. Nel giudicare “positiva l’esperienza Ryanair che ha dato un grande contributo”, Mattoscio sottolinea che “non è ancora detta l’ultima parola” e che la Saga è al lavoro per “formulare strategie innovative per l’Aeroporto d’Abruzzo”.
Dg Regione Gerardis: Saga perde annualmente circa 6 milioni, necessaria svolta
“L’annuncio di Ryanair rispetto ad un possibile disimpegno dall’aeroporto d’Abruzzo a partire dal 27 ottobre fa parte di una strategia di livello nazionale della compagnia irlandese, che ha comunicato anche la chiusura della base di Alghero e la sospensione di tutti i voli da Crotone”. Lo sotine il direttore generale della Regioen Abruzzo, Cristina Gerardis, in una nota inviata alla stampa. “Ci sono tutti i margini per “rivalutare le decisioni assunte” come dichiarato dal vettore low cost, ma una cosa deve essere chiara: la Regione Abruzzo ha un disavanzo di 538 milioni da colmare e la Saga perde annualmente circa 6 milioni. Dunque è necessaria una svolta che tenga conto di tre esigenze imprescindibili: di bilancio, di costituzionalità e delle normative comunitarie”. “Altrove – prosegue la nota – sono già scoppiati i problemi: nelle Marche, l’aeroporto di Ancona ha oltre 40 milioni di debiti; a Bari, la magistratura ha aperto un’inchiesta sul contratto sottoscritto da Aeroporti di Puglia con Ryanair, ipotizzando che ci sia stata un’infrazione alle leggi europee che vietano gli aiuti di Stato alle imprese.
La Giunta D’Alfonso sta lavorando alacremente insieme alla Saga per un rinnovamento nella conduzione dell’aeroporto d’Abruzzo e per trovare soluzioni sostenibili: è stata avviata la ricerca di vettori interessati a operare sul nostro scalo e ci sono già stati contatti e incontri in tal senso. Inoltre è in preparazione una rivoluzione a 360 gradi nel modo di proporre l’Abruzzo come destinazione turistica, e il 2016 sarà l’anno in cui verranno gettate le basi per un cambio di rotta deciso e decisivo”.
M5S a D’Alfonso, si valuti nuova gestione
“Sarebbe auspicabile che la politica di governo, questa volta, cercasse di giocare d’anticipo, iniziando a valutare l’ipotesi di un nuovo soggetto per la gestione dello scalo abruzzese”. Lo dice, in una nota, il consigliere regionale del M5S Sara Marcozzi che ribadisce: “Sarebbe bastato leggere i documenti per comprendere la gravità della gestione fallimentare decennale di Saga che, con ogni probabilità, avrà gravissime ripercussioni sull’economia della nostra Regione”. “La situazione attuale vede una società di gestione che negli anni ha puntato, per la maggior parte dei propri collegamenti, su un unico vettore, RyanAir, creando, di fatto, una dipendenza dai risvolti rischiosi – prosegue l’esponente del M5S -. Si trattava di applicare i principi basilari dell’attività manageriale: non affidarsi ad un solo partner! Un management attento avrebbe dovuto differenziare l’offerta dei voli affidandosi a più vettori, riducendo al minimo il rischio di paralisi dello scalo nell’eventualità di abbandono dello scalo da parte di una compagnia”. “Abbiamo già rilevato l’inadeguatezza della gestione, dai Governi regionali che si sono succeduti a Saga, rei di non aver saputo utilizzare, nelle pur strette maglie delle nuove direttive europee, i contributi con cui Regione Abruzzo avrebbe potuto finanziare l’incentivo alle nuove rotte, attirando, attraverso manifestazioni di interesse pubblico, altre compagnie aeree. Un governo regionale del M5S – conclude il consigliere Sara Marcozzi – avrebbe chiesto alla dirigenza di Saga di predisporre un piano di sviluppo dell’aeroporto con un duplice obiettivo: da un lato, capacità di rispondere alla domanda di mobilità ordinaria (business-family), dall’altro capacità di incrementare economia e turismo attraverso l’attivazione di pacchetti vacanza per la promozione dell’incoming”.
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