[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=fS5CZzten6I[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 3 giugno 2015. Trivelle: una cartolina con la manifestazione di Lanciano al premier Renzi e ai ministri all’Ambiente, allo Sviluppo economico e ai beni culturali. Il comitato No Ombrina chiede al governatore D’Alfonso di intervenire a Roma per far pesare la partecipazione popolare.
Una cartolina con le immagini della manifestazione “No Ombrina, salviamo l’Adriatico” di Lanciano per Renzi e i tre ministri coinvolti: il Coordinamento No Ombrina 2015, che ha organizzato l’iniziativa di piazza, rilancia la mobilitazione dal basso e chiede ora ai cittadini di inviare un messaggio diretto alle istituzioni. Le cartoline vanno inviate per email al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e ai ministri dell’Ambiente Gianluca Galletti, dei Beni culturali Dario Franceschini, e dello Sviluppo economico Federica Guidi. L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa al comitato delle varie associazioni contrarie alle trivelle in Adriatico. I ministeri ai quali indirizzare le cartoline, dicono al coordinamento No Ombrina, “devono ancora concludere l’iter autorizzativo, dopo il parere favorevole della Commissione V.I.A. nazionale, sui progetti petroliferi più preoccupanti come Ombrina, Elsa2 e Rospo Mare. La Convenzione di Aarhus, uno dei capisaldi delle norme internazionali sulla partecipazione dei cittadini nei processi decisionali – ricordano i promotori della manifestazione di lanciano del 23 maggio scorso – prevede all’art.6 che “al momento dell’adozione della decisione, si tenga adeguatamente conto dei risultati della partecipazione del pubblico”. La Corte Costituzionale ha chiarito che le decisioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale non sono meri procedimenti tecnici ma devono tener conto degli interessi in gioco. Inoltre – proseguono gli ambientalisti – sulle stesse procedure di V.I.A. e su diversi membri della commissione vi sono grandi ombre. In una democrazia non si può continuare ad ignorare la volontà popolare. Il Coordinamento si aspetta anche “un’azione del governatore Luciano D’Alfonso molto più decisa, con atti istituzionali della stessa forza ed intensità della manifestazione dei cittadini. Una timidezza e una reverenza nei confronti del Governo nazionale – dicono – non può essere più tollerata. D’Alfonso vada a Roma e sfidi Renzi sul consenso popolare attorno a questi progetti e dia in questo modo seguito alla recente risoluzione del consiglio regionale abruzzese, che lo impegna a chiedere al governo un decreto-legge affinché si arresti il procedimento autorizzatorio su Ombrina e su progetti analoghi ricadenti entro le 12 miglia marine”. La Regione, secondo il coordinamento, dovrebbe inoltre “ricorrere al Tar contro il Decreto di compatibilità per i nuovi pozzi di Rospo mare emanato il 15 aprile 2015, visto che i termini scadono tra pochi giorni”. Enzo Di Salvatore, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Teramo.
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