Maxi truffa svuota-conti: dai Carabinieri di Chieti colpo al cuore della “centrale dello smishing”.
Un SMS apparentemente innocuo, poi il baratro: quasi 100 mila euro sottratti a una persona anziana in pochi minuti. Dietro quel messaggio si nascondeva una fitta rete criminale tra Abruzzo, Campania e Toscana, smantellata dai Carabinieri del Comando provinciale di Chieti.
L’operazione, coordinata dal Procuratore di Chieti Giampiero Di Florio e dal Sostituto Giancarlo Ciani, vede coinvolti 17 indagati. Tra questi figurano nove soggetti residenti tra Napoli e Salerno (menti finanziarie e “prelevatori”), due rivenditori di telefonia compiacenti e un 38enne pakistano, ritenuto il custode della centrale tecnologica.
Una vasta operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di scoprire una centrale dello “smishing” (truffa tramite SMS). I malviventi inviavano migliaia di messaggi al giorno fingendosi operatori di società di pagamenti digitali. Una volta agganciata la vittima, riuscivano a carpirne le credenziali bancarie, innalzavano i limiti di spesa e svuotavano i conti con bonifici istantanei, poi riciclati su conti esteri in Belgio e Lussemburgo.
L’indagine è scattata lo scorso 15 ottobre 2025, a seguito di una denuncia per una truffa da oltre 96.000 euro ai danni di una persona anziana. Il culmine dell’attività è avvenuto nelle ultime ore con perquisizioni a tappeto e sequestri.
L’inchiesta è partita da Chieti ma ha ramificazioni nazionali.
Il “motore” tecnologico è stato localizzato in Toscana, tra Santa Croce sull’Arno (PI), Fucecchio (FI) ed Empoli (FI), mentre i flussi di denaro venivano gestiti e incassati in Campania, tra le province di Napoli e Salerno.
L’obiettivo era il profitto illecito su larga scala ai danni di fasce vulnerabili.
Grazie a “consolle multisim” capaci di gestire centinaia di schede contemporaneamente (intestate fittiziamente a ignari cittadini stranieri), l’organizzazione inondava l’Italia di esche digitali.
Il “Modus Operandi”: la trappola scatta sul cellulare
Tutto inizia con un messaggio: “Pagamento non autorizzato in corso”.
La vittima, allarmata, chiama il numero indicato trovando dall’altra parte un sedicente operatore gentilissimo. È in quel momento che avviene il furto dei dati. Nel caso seguito dai militari teatini, i truffatori sono riusciti a disporre due bonifici da 48.500 e 47.800 euro.
Il sequestro: un arsenale tecnologico
Durante i blitz in Toscana, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Chieti hanno sequestrato un vero arsenale digitale: 3 modem multisim (le “centraline” dell’invio massivo); 685 schede SIM Iliad; 10 computer tra notebook e PC fissi; numerose carte Postepay Evolution usate per il transito del denaro.
“Questo risultato investigativo ha permesso di interrompere un flusso quotidiano di migliaia di SMS-truffa che colpivano indiscriminatamente i cittadini in tutta Italia”,
spiegano dal Comando Provinciale. Le indagini ora proseguono per recuperare le somme sottratte e individuare eventuali complici di una rete che sembrava inarrestabile.

