[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=i3n6ExyEKng[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 29 giugno 2015. La Procura di Chieti ha aperto un’inchiesta per risalire ai responsabili del rogo che ha distrutto una discarica abusiva a Colle Marconi. L’ipotesi è di incendio doloso.
Un’inchiesta a carico di ignoti con l’ipotesi di incendio doloso è stata aperta dalla Procura di Chieti per risalire ai responsabili del rogo che, nella notte fra il 27 e 28 giugno, ha distrutto una discarica abusiva nella quale era stoccate da anni tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi. Il rogo si è sviluppato su una zona collinare che ricade nel territorio del Comune di Chieti, al confine con il territorio del Comune di Bucchianico, e che si affaccia lungo il primo tratto della strada provinciale che collega Chieti e Casalincontrada, strada che in quel tratto, per circa un chilometro e mezzo, è chiusa al traffico a causa di una frana. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco di Chieti, coadiuvati da un elicottero. In tarda mattinata il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha convocato una riunione in Comune alla quale hanno preso parte anche i sindaci di Bucchianico e Casalincontrada, Asl e Prefettura. Il sindaco è rimasto in stretto contatto con l’Arta: i tecnici dell’agenzia regionale per la tutela ambientale hanno eseguito diversi prelievi sul posto dell’incendio; non sono state diffuse notizie in via ufficiale ma – secondo quanto appreso dal sindaco – sarebbe da escludere la presenza di diossina. Resta comunque in vigore l’ordinanza sindacale, adottata anche dal Comune di Bucchianico e diffusa già nella serata di ieri, che riguarda la popolazione residente nel raggio di mille metri dall’area interessata dall’incendio. Il provvedimento invita a tenere chiuse porte e finestre e a scopo cautelativo vieta il pascolo, l’utilizzo di uova e altri prodotti di origine animale derivati da animali a stabulazione libera. Inoltre, ordina di non consumare frutta e verdura raccolte nelle aree in prossimità dell’incendio e vieta di utilizzare sia per uso umano che animale l’acqua proveniente dai pozzi.
La presenza della discarica, nata come impianto per lo stoccaggio di rifiuti speciali, è nota da anni: nel febbraio del 2009 l’area venne infatti individuata dagli uomini del Roan della Guardia di Finanza di Pescara che su quel terreno trovarono rifiuti pericolosi (fra i quali batterie esauste al piombo, accumulatori, batterie al nichel cadmio, fanghi, olii esausti di origine minerale e scarti di olio, farmaci scaduti, solventi e miscele di solventi, diluenti per solventi, diluenti per vernici, resine a scambio ionico). Dall’indagine della Finanza è nato un processo che portò nel 2012 alla condanna del legale rappresentate della società che gestiva l’impianto, ad 8 mesi e 15.000 euro di ammenda. Il sito non è mai stato bonificato. La Finanza, sempre nel 2009, scoprì che molti rifiuti non erano ispezionabili in quanto raggiungerli avrebbe comportato una condizione di rischio e che molte zone dell’impianto di stoccaggio erano inaccessibili a causa della presenza dei rifiuti e quindi qualora si fosse verificato un incendio sarebbe stato difficile per i soccorritori poter intervenire. Cosa che si è puntualmente verificata nella notte dal 27 giugno, difficoltà alle quali si sono aggiunte quelle legate alla strada provinciale 8 – su cui ricade l’unico accesso alla discarica andata a fuoco – chiusa per frana.
Cronaca
- Ortona: sbanda contro un muro in cemento e muore sul colpo
- Lanciano: nessuna notizia sui tre bambini allontanati dai genitori
- Its Lanciano e Honda Italia, un nuovo corso per i tecnici del futuro
- Ortona: investito da un camion, anziano ricoverato in gravi condizioni
- Lanciano: danza, musica e teatro per la XII edizione del Flic
- Lanciano: tre bambini allontanati dai genitori
- Altino: uccise la nonna, perizia psichiatrica su Alessandro Carminucci
- STEM e alta tecnologia: accordo tra Its Academy Lanciano e INFN Laboratori nazionali del Gran Sasso

