[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=WbLfIrm3QVA[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 2 settembre 2015. Frode fiscale: otto persone sono state arrestate nel corso di un’operazione condotta congiuntamente dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Chieti e dalla Squadra mobile della Questura di Chieti. Le accuse nei confronti degli arrestati sono di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla bancarotta fraudolenta. Blitz al “Tortuga” di Pescara.
C’è Mauro Mattucci, personaggio già noto alle cronache, che ha avviato la propria attività nel settore dell’edilizia residenziale estendendola poi anche a quella commerciale, realizzando in particolare a Civitanova Marche uno dei più grandi centri commerciali d’Italia, a capo del sodalizio criminale sgominato dalla Guardia di Finanza di Chieti e dalla Polizia e che, nell’ambito dell’operazione ribattezzata ‘Viribus Unitis’, ha portato all’emissione di 8 ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e cinque agli arresti domiciliari, e a provvedimenti interdittivi della professione nei confronti di due commercialisti. Complessivamente, sono state accertate diverse bancarotte fraudolente e l’emissione di fatture false per 13 milioni di euro. L’imposta evasa supera i 6 milioni di euro ed ha portato ad un sequestro per equivalente, per 43 rapporti bancari e 48 unità immobiliari riconducibili alle persone indagate, tra i quali, la nota struttura ricettiva Tortuga di Pescara, la cui attività, tuttavia, proseguirà regolarmente. In carcere a Pescara sono finiti Mauro Mattucci, 59 anni, Giuliano Capurri, 55, e Antonio Gentile, 59, di Montesilvano; ai domiciliari sono stati posti Marco Mattucci, 37 anni, Vincenzo Misso, 50, Nando Di Luca, 32, residenti a Montesilvano, e poi Carla Cameli, 58 anni di Roma, e Valerie Laurence Lighezolo, 48 anni residente a Città Sant’Angelo. Il modus operandi dell’organizzazione – è stato spiegato in conferenza stampa al comando provinciale della Guardia di finanza, a Chieti – prevedeva l’acquisizione di aziende in crisi che, attraverso una serie di passaggi societari, consigliati dai commercialisti indagati, Antonio Cristofanelli di Chieti e Lara Martini della provincia di Frosinone, venivano svuotate dei loro beni e poi condotte al fallimento; tutto questo, dopo aver occultato le scritture contabili, trasferito la sede all’estero e aver ceduto l’intero capitale sociale a prestanomi anche stranieri compiacenti. Il sistema scoperto prevedeva anche fittizie cessioni di beni strumentali, al fine di generare crediti di imposta utilizzati per non pagare le tasse, e l’illecita gestione dell’attività di recupero di materiale ferroso operata attraverso fittizi conferimenti di rottami, al fine di drenare le risorse finanziarie dalle società di capitali operative Blu Sky e M-Reciycling. Una sistema collaudato di frode – è stato detto dal comando interforze – che ha permesso all’organizzazione di distrarre dalle società operative cospicue risorse finanziarie concesse dagli istituti di credito, in particolare Banca delle Marche-Medioleasing S.p.a., per la realizzazione del centro commerciale Adriatico di Civitanova Marche. Tali risorse finanziarie venivano distratte dalla loro reale destinazione attraverso un articolato sistema di fatture false per circa 13 milioni di euro. Mattucci, secondo gli inquirenti, nel giro di dieci anni è riuscito a passare da piccolo imprenditore con redditi praticamente inesistenti, a capo di una serie di società nonché di una vera e propria holding criminale, ben strutturata e perfettamente inserita nel tessuto economico-sociale, non solo abruzzese. Un “successo” reso possibile – hanno spiegato gli inquirenti – sia grazie alla indubbia capacità intimidatoria che Mattucci era in grado di esercitare, con imprenditori locali che in alcuni casi sono stati costretti con violenze e minacce a cedere le proprie attività commerciali a condizioni particolarmente svantaggiose, sia grazie alla sua capacità di avvalersi di professionisti in grado di dare una parvenza legale alle sue operazioni illecite. Un ruolo di spicco, nell’ambito dell’organizzazione hanno ricoperto i rappresentanti legali, i rappresentanti amministrativi e i consulenti direttamente o indirettamente riconducibili a Mattucci ovvero Giuliano Capurri, Antonio Gentile, Vincenzo Misso, Nando Di Luca, Carla Cameli e Valerie Laurence Lighezolo.
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