Ci sarebbe la mano dell’uomo dietro l’incendio che la notte scorsa ha distrutto l’open shop di via Antinori, a Lanciano.
Ne sono quasi certi i carabinieri del Nucleo operativo, che indagano sull’accaduto.
Un testimone avrebbe visto in fiamme il cestino dei rifiuti, all’interno del locale, qualche istante prima che i distributori automatici di bevande e snack divampassero, avvolti dal rogo.
Resta da accertare se l’azione sia frutto di un gesto volontario o meno.
Comunque non sono stati trovati inneschi acceleranti.
I vigili del fuoco, che nel frattempo hanno dichiarato l’inagibilità dello storico edificio, hanno impiegato circa due ore per domare l’incendio, che ha preoccupato residenti e passanti in centro città.
Il fuoco si è sviluppato poco dopo la mezzanotte.
Il locale commerciale, a piano terra, è ubicato tra via Antinori e piazza D’Amico.
Transennata per motivi di sicurezza anche una rampa della scalinata adiacente.
Annerite le pareti esterne del palazzo.
Bruciati anche i cavi della rete internet, causando disservizi in alcuni negozi in centro.
Andranno verificate le strutture, solaio del locale e balconi: l’alta temperatura delle fiamme potrebbe aver danneggiato parti dell’edificio.
L’intervento dei pompieri ha impedito che il rogo si propagasse agli appartamenti del primo e secondo piano, che ospitano due studi professionali, al momento dell’accaduto non vi era nessuno all’interno.
Non si registrano feriti.
Gli inquirenti confidano di ottenere maggiori dettagli dalle immagini filmate dai sistemi di videosorveglianza di zona.
Interessato anche il sindaco Filippo Paolini, proprietario assieme al fratello della parte del condominio coinvolta nell’incendio.
“Anche il Commissariato di Lanciano si interessa al caso, ma non ne farei una questione politica”,
chiosa Paolini al Tgmax.
