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La buona tavola regionale: il Premio Nuvoletti al peperone dolce di Altino

Giugno 16
18:02 2021

In Prefettura



Altino (Chieti): il peperone dolce, prodotto tipico del paese.

Saranno consegnati il 17 giugno, in una cerimonia in Prefettura a Chieti, i premi 2020 e 2021 dell’Accademia Italiana della Cucina che conferirà anche il prestigioso “Premio Giovanni Nuvoletti” all’Associazione Tutela del Peperone Dolce di Altino – Oasi di Serranella, “per aver contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale regionale”.

Il Premio è intitolato allo scrittore e gastronomo, già presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, ed è riservato alla persona, ristoratore o organizzazione estranei all’Accademia, che abbiano contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale regionale. 

“Per ogni Altinese parlare di Peperone Dolce di Altino è vivere un’emozione che racconta una straordinaria storia di comunità” commenta Mariella Di Lallo, presidentessa del sodalizio altinese. “L’oro rosso di Altino è un prodotto di eccellenza gastronomica che ha permesso di far conoscere e scoprire una parte del territorio meraviglioso del nostro Abruzzo, soprattutto attraverso il Palio culinario delle contrade, che si svolge in agosto nel centro storico, dove vicoli, piazzette, affacciate panoramiche si animano magicamente in un connubio festoso di profumi e colori”. 

I nove premi

Nel pomeriggio di domani, l’Accademia Italiana della Cucina conferirà complessivamente nove tra premi ad altrettante aziende agroalimentari e imprese della ristorazione che operano nella provincia di Chieti. 

Il “Premio Dino Villani”, intitolato alla memoria di uno dei fondatori dell’Accademia, che è riservato ai titolari delle aziende artigianali o piccolo-industriali che si distinguono da tempo nella valorizzazione dei prodotti alimentari italiani con alti livelli di qualità sarà conferito al formaggio di capra stagionato due anni in grotta dell’azienda “Fattoria del Nonno” di Fara Filiorum Petri, rappresentato da Giampiero De Vitis e al pasticcio di Rapino della pasticceria “Pensiero” della località pedemontana, la cui titolare è Maria Cristina Pensiero.

Il “Premio Massimo Alberini”, intitolato al grande giornalista e storico della gastronomia, collega di Orio Vergani, presente alla fondazione dell’Accademia di cui è stato vice presidente onorario, che è assegnato a quegli esercizi commerciali che da lungo tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio sarà conferito allo storico Panificio Susi di Lanciano, rappresentato da Roberto Susi, e alla società ADI Distribuzione srl di Tornareccio, il cui titolare è Dario Iacovanelli.

Il “Premio Giovanni Nuvoletti”, intitolato allo scrittore e gastronomo, già presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, che è riservato alla persona, ristoratore, organizzazione, estranei all’Accademia, che abbiano contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale regionale, è stato conferito all’Associazione Tutela del Peperone Dolce di Altino – Oasi di Serranella, rappresentata da Mariella Di Lallo, e all’Associazione Cuochi Valle del Sangro, presieduta da Pino Finamore, chef e sindaco di Villa Santa Maria.

Infine saranno concessi due “Diplomi di Buona cucina”, riservato ai ristoranti e alle trattorie di cucina italiana, che operano nel rispetto della tradizione e della qualità, al Ristorante Brancaleone di Roccamontepiano e al Ristorante Da Stefano di Francavilla al Mare; il “Diploma di Cucina Eccellente”, riservato ai ristoranti che praticano in Italia un altissimo livello gastronomico, al Ristorante Villa Majella di Guardiagrele.

La premiazione, che avrà inizio alle ore 16,30, sarà presieduta dal delegato di Chieti dell’Accademia Italiana della Cucina Nicola D’Auria, che da qualche giorno è stato anche nominato coordinatore territoriale per l’Abruzzo, insieme al vicepresidente vicario dell’intera accademia Mimmo D’Alessio.

«I premi accademici – commenta D’Auria – costituiscono la testimonianza concreta dell’impegno della nostra istituzione nel valorizzare quelle realtà che sul territorio rappresentano la più schietta interpretazione del genio locale e della capacità di essere emblema di una tradizione che si tramanda di generazione in generazione e che è l’espressione più genuina dell’Abruzzo a tavola. Avere l’onore di poter conferire ben nove premi significa certificare la crescita qualitativa della ristorazione abruzzese, e in particolare quella del territorio teatino, e dei produttori locali, che non si sono fatti tentare dalla facilità della quantità per puntare tutto sulla qualità dei prodotti e delle produzioni».