Lo sgomento dopo lo scempio.
“Abbattere un albero dovrebbe essere compito solo del fulmine”,
dice lo scrittore Erri De Luca. Frase quanto mai calzante oggi a Lanciano. E in via Rosato questa mattina di fulmini ne sono caduti almeno otto, tanti quanti gli alberi abbattuti sotto un sole cocente di luglio, che non ha visto affatto temporali.
Questa zona centrale della città si è risvegliata con il rumore stridente di motoseghe e ruspe.;
Il panorama è stravolto, irriconoscibile,
il viale dei tigli davanti all’ufficio postale centrale, chiuso questa mattina per i lavori di taglio, non c’è più, distrutto in un paio d’ore. L’amministrazione comunale ha presentato l’opera circa un anno fa come una riqualificazione necessaria: l’intervento punta ad ampliare la strada e realizzare rotatorie per fluidificare il traffico, dichiarando di voler bonificare un’area degradata per rispondere sia alle esigenze dei cittadini sia a quelle degli investitori che stanno
realizzando complessi residenziali con decine e decine di appartamenti.
I consiglieri di minoranza insorgono, denunciando una scelta scellerata che sacrifica il patrimonio arboreo cittadino in nome di un cemento che sembra non tenere conto della vivibilità urbana. La polemica infiamma il dibattito politico locale, mentre i cittadini guardano con sgomento al vuoto lasciato dai tigli, simboli di un’ombra che non proteggerà più il passaggio pedonale. Resta ora da capire se la promessa di modernità e viabilità fluidificata riuscirà a placare le proteste di chi vede, in questo abbattimento,
una ferita insanabile al volto verde dell’area.
