A Lanciano la cultura resiste, ma senz’acqua.
Da due mesi la biblioteca regionale “Pasquale Salvucci”, ospitata nel prestigioso palazzo De Crecchio,
ha i bagni chiusi per inagibilità.
Un guasto alle tubature, con il contatore dell’acqua che girava all’impazzata, ha costretto alla chiusura dei servizi igienici a dicembre scorso.
A pagarne le conseguenze sono dipendenti e utenti.
Gli allievi del corso di pittura dell’Università della libera età “Vincenzo Bellisario” gettano l’acqua sporca nei tombini esterni e, per i bisogni fisiologici, o si recano nei bar vicini o tornano a casa anticipatamente.
“È una situazione assurda, non è giusto”,
spiega l’insegnante Paola Di Biase in un’intervista rilasciata al Tgmax.
Al piano superiore, i pochi dipendenti si arrangiano con un bagnetto di servizio, rifornendosi d’acqua dalla fontana pubblica davanti al palazzo “del Capitano”.
L’alternativa? Prendere le ferie.
Ma abbandonare il posto di lavoro non è certo un’opzione.
Intanto, gli utenti disertano: le ampie sale luminose restano vuote e silenziose, più che mai.
Oggi il Tgmax ha trovato un solo frequentatore.
Molti si limitano al prestito libri, rinunciando allo studio in sede.
La segnalazione segue l’iter burocratico: da Lanciano a Vasto, poi al dirigente regionale, infine a L’Aquila.
Tempistiche? Ignote.
La tecnologia digitale non batte ancora le lungaggini amministrative.
Rimane solo da affidarsi alla filosofia dell’attesa.
E i libri, almeno quelli, non mancano.
