Lasciarono i libri per andare a difendere i confini al nord Italia 110 anni fa.
La lapide in marmo ricorda tutti i 27 nomi degli studenti caduti durante la Grande Guerra, partiti per il fronte del nord Italia al confine austro-ungarico e mai più tornati.
Si è svolta questa mattina, a Lanciano, nell’area esterna al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” la solenne cerimonia di commemorazione dei giovanissimi liceali, alla presenza delle Autorità civili e militari cittadine.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione nazionale combattenti e reduci assieme all’Amministrazione comunale, il giorno dopo la Festa nazionale del 4 novembre.
Ogni anno non manca un ricordo particolare rivolto alla memoria del preside Francesco Milano, di Amalfi, che negli Anni Venti fece realizzare la lapide commemorativa,
perché gli studenti-soldato non venissero dimenticati per il sacrificio, dopo aver abbandonato per sempre i loro libri.
Nel suo intervento, il sindaco Filippo Paolini ha sottolineato come soltanto la pace possa essere lo strumento di soluzione per tutti i conflitti.
Alla cerimonia ha partecipato anche una nipote del preside, Paola Milano, che ha tenuto a sottolineare l’importanza della lapide come monito all’attenzione costante.
Ha ricordato come la Prima Guerra sia stata il “prototipo del genocidio” consumato nella Seconda, e come i genocidi siano tragicamente ancora presenti oggi, sebbene in forme diverse.
Alla cerimonia hanno partecipato gli studenti rappresentanti di classe dell’istituto scolastico, la vicepreside Carmen Pelleriti ha ricevuto in ricordo una targa commemorativa per i 110 anni della ricorrenza.

