Un minorenne nel branco dell’aggressione omofoba, a Lanciano.
Dopo l’aggressione omofoba a Lanciano, un ragazzo di 17 anni, uno degli aggressori, ha confessato il gesto al suo affidatario:
“Odio i gay, sono contro natura”.
L’uomo, scosso, ha appreso che il ragazzo e il suo gruppo hanno deriso le vittime, domenica scorsa nel quartiere storico di Lancianovecchio, arrivando a lanciargli delle bottiglie di plastica con birra.
“C’erano due fr*ci e gli abbiamo tirato della birra addosso”.
Animato da un desiderio educativo e convinto che ogni giovane meriti una seconda possibilità, l’affidatario si interroga su una decisione difficile.
I servizi sociali, ai quali si è rivolto, gli hanno sconsigliato di denunciare il ragazzo,
vista la sua difficile storia familiare, con un padre detenuto e una madre assente, infanzia e adolescenza trascorse in case diverse.
Eppure, un’indagine è in corso per “molestia”,
scattata con la querela di parte presentata ai carabinieri dai due ventenni aggrediti.
L’adulto, pur sconvolto, nutre la speranza di poter educare il giovane. Vuole fargli incontrare le associazioni LGBTQIA+, fargli leggere testimonianze, aprire un dialogo.
È convinto che, riferisce l’autrice dell’articolo Emanuela Longo,
“ogni giovane abbia diritto a una seconda possibilità. Anche quelli che sbagliano”.
Gay.it è registrata al tribunale di Pisa n° 16 del 15/06/2005.
Aggiornamento del 22 agosto
Oggi si apprende che sul sito Gay.it c’è un aggiornamento in merito alla testimonianza dell’affidatorio del diciassettenne.
Il minore avrebbe ritrattato il suo coinvolgimento attivo, dicendo di aver soltanto assistito.
Nonostante la nuova versione, l’affidatario ha ribadito l’importanza del percorso educativo per il giovane, sottolineando che le parole da lui pronunciate rimangono comunque gravi e necessitano di riflessione.
Il suo obiettivo, ha specificato, non è giudicare, ma aiutare a comprendere e a crescere.
Si è scusato inoltre per l’eventuale confusione generata dalle sue precedenti dichiarazioni, ribadendo l’intento di contribuire a una cultura di rispetto e non violenza.

