Le sigle sindacali in piazza Dellarciprete
Hanno garantito l’arrivo in città di migliaia di studenti pendolari, poi hanno parcheggiato gli autobus e incrociato le braccia.
Gli autisti della Tua partecipano in massa allo sciopero proclamato dai sindacati di categoria,
per protestare contro la disdetta del contratto di secondo livello, i turni troppo lunghi e i sub affidamenti per il trasporto pubblico locale nelle aree interne. Al Tgmax il punto con il segretario Uiltrasporti Abruzzo Pietro Angileri.
Le ragioni dello sciopero a Lanciano
Una mobilitazione per dire “no” allo smantellamento del trasporto pubblico locale in Abruzzo. I sindacati tornano a incrociare le braccia contro le scelte della Tua S.p.A., denunciando una progressiva privatizzazione mascherata che colpisce duramente i territori, in particolare l’area di Lanciano.
Al centro della protesta c’è l’aumento dei sub-affidamenti a vettori privati. Secondo le organizzazioni sindacali, l’unità di produzione di Lanciano ha già ceduto circa 900 mila chilometri annui, con la perdita di 19 posti di lavoro. Una nuova gara in arrivo porterebbe il “triste primato” di km esternalizzati al 22%, mettendo a rischio altri 5 dipendenti.
Oltre ai posti di lavoro, a preoccupare è la soppressione delle corse:
dal mese di dicembre scorso, sono state cancellate 8 corse autostradali sulla linea Lanciano-Pescara, nonostante le proteste di studenti e lavoratori.
«Si abbandonano le aree interne e si nega il diritto alla mobilità sancito dalla Costituzione», denunciano i rappresentanti dei lavoratori, pronti a dare battaglia anche contro la minaccia di disdetta del contratto di secondo livello.
